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Trionfo di Daniele Stolli nel Campionato Italiano Velocità in Salita – TriestePrima 03 ottobre 2017   Leave a comment

Dopo la seconda piazza nell’Europeo, storica affermazione del centauro triestino

Una stagione che, dopo i risultati nelle prime due gare, lasciava presagire un crescendo con un finale di grandi soddisfazioni. Daniele Stolli ne era certo. Ed anzi, superando gli obiettivi inizialmente prefissati, è riuscito nell’impresa di conquistare il secondo posto nel Campionato Europeo e la vittoria, all’ultima gara a Pieve Santo Stefano, nel Campionato Italiano Velocità in Salita Open600.

Ancora poco conosciuta, ma con un crescente interesse di molti centauri di calibro e di un pubblico sempre più affascinato dallo spettacolo che regalano i passaggi dei bolidi a due ruote su strade comunemente utilizzate, la velocità in salita è una disciplina dove il margine di errore deve essere ridotto al minimo. 

E proprio la determinazione, la pulizia nelle traiettorie e la capacità di adattare la guida alle diverse condizioni dei tracciati nei numerosi appuntamenti 2017 sono alcune delle caratteristiche grazie alle quali, gara dopo gara, Stolli ha costruito due affermazioni storiche per il motociclismo alabardato.

Aris Prodani

Link TriestePrima
http://www.triesteprima.it/sport/trionfo-di-daniele-stolli-nel-campionato-italiano-velocita-in-salita-3-ottobre-2017.html

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Pubblicato 4 ottobre 2017 da Aris Prodani in 2017, Articoli Sport

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CitySport Pagina Motori – 02 ottobre 2017   Leave a comment

Pubblicato 3 ottobre 2017 da Aris Prodani in 2017, Articoli Sport

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Pagina Motori CitySport – 25 settembre 2017   Leave a comment

Pubblicato 3 ottobre 2017 da Aris Prodani in 2017, Articoli Sport

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Inutilizzo fondi recupero Palmanova – Interrogazione Mibact   Leave a comment

​Venerdì 22 settembre 2017, seduta n. 856

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

in data 16 marzo 2016, la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ed il sindaco di Palmanova Francesco Martines hanno firmato il protocollo d’intesa per la conservazione e la valorizzazione della Fortezza di Palmanova. Il comunicato stampa, pubblicato sul sito online della regione, ha evidenziato che «per gli interventi di conservazione e valorizzazione della Fortezza palmarina, lo Stato si impegna a mettere a disposizione un finanziamento di 3 milioni di euro nel triennio 2016-2017-2018 da destinare ai primi lavori di restauro, suddivisi in 500 mila euro nel 2016, 1,5 milioni nel 2017 e 1 milione nel 2018. Da parte sua la Regione dispone un finanziamento di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 (…)»;
«I cinque milioni complessivi, spalmati in tre anni, permetteranno la realizzazione degli interventi più urgenti, che riguardano le Caserme napoleoniche e i Bastioni. Per il Comune di Palmanova l’impegno è, da un lato, di supportare le azioni regionali e di attuare gli interventi del Protocollo, dall’altro di favorire l’intervento di soggetti privati e del mondo imprenditoriale nel progetto di valorizzazione e sviluppo di Palmanova, ampliando la ricerca anche alle risorse dei Fondi europei»;
Palmanova, situata in Friuli Venezia Giulia tra Udine e Aquileia, è uno dei più importanti modelli di architettura militare in età moderna. In particolare, durante la 41ª sessione del Comitato del patrimonio mondiale a Cracovia, la città è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Si tratta delle «opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di terra – Stato di mare occidentale», un sito seriale transnazionale, presentato dall’Italia, insieme a Croazia e Montenegro;
a seguito delle abbondanti precipitazioni che hanno interessato il Friuli Venezia Giulia nei giorni passati, il 15 settembre 2017 il Gazzettino di Udine ha informato del crollo di «un altro pezzo delle mura di Palmanova. Alcuni metri delle mura, a lato di Porta Udine, sono stati danneggiati infatti da una frana»;
il quotidiano riporta l’intervento del sindaco Francesco Martines il quale ha denunciato le «grandi difficoltà nell’utilizzare i fondi messi a disposizione dallo Stato e della Regione Fvg. Cinque milioni di euro già stanziati, che però non possiamo utilizzare per le grandi difficoltà nel trovare l’accordo con il Segretariato regionale del Mibact per il Friuli. Sono davvero arrabbiato a vedere la nostra città, patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, subire questa sorte. Basta burocrazia, bisogna agire subito perché i tempi per la progettazione e la concretizzazione sono di per sé lunghi»;
Martines ha, poi, affermato che «I cittadini non capiscono come sia possibile che un bene di tale valore storico possa subire questi danni. Io, in prima persona, come primo rappresentante del Comune ci metto la faccia e sento il malumore crescente delle gente a causa di questi crolli. Per questo continuo a chiedere al Ministero e Regione che nominino un commissario per velocizzare l’iter dei lavori e poterli far partire quanto prima. Già il crollo dell’ottobre 2016 ci è costato 250.000 euro per la sola messa in sicurezza. Altra soluzione sarebbe quella di girare tutti i fondi al Comune, attualmente 2 milioni sono in capo all’Amministrazione comunale mentre 3 sono di diretta gestione della Soprintendenza. Siamo pronti a farci carico della responsabilità dei lavori. Ma serve agire in fretta. Se io avessi avuto tutti i fondi, l’iter progettuale sarebbe già partito» –:
se il Ministro interrogato intenda chiarire le motivazioni delle difficoltà denunciate dal sindaco Martines in relazione all’utilizzo dei fondi stanziati e della problematicità nel trovare un accordo tra il sottosegretariato regionale del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e il comune di Palmanova;
quali urgenti iniziative di competenza intenda assumere per velocizzare l’iter dei lavori e permettere il recupero delle fortificazioni della città stellata. 

Pubblicato 27 settembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera, FVG, X Commissione

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Mancate nomine struttura gestionale Museo Autonomo Miramare – Interrogazione Mibact   Leave a comment

​— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il castello ed il parco storico di Miramare, siti turistici di primo piano per la città di Trieste, sono una delle mete tra le più visitate del Friuli Venezia Giulia;
ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ed ai sensi della legge 6 luglio 2002, n. 137» il castello ed il parco di Miramare, essendo beni di interesse pubblico, sono soggetti al regime di tutela dei beni culturali;
con il decreto interministeriale n. 328 del 28 giugno 2016 «Conferimento dell’autonomia speciale agli istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale 23 gennaio 2016» il castello ed il parco di Miramare sono stati riconosciuti quali organismi dotati di autonomia speciale;
il decreto ministeriale 23 dicembre 2014 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha previsto, per i musei dotati di autonomia speciale, una struttura gestionale particolare, attribuita ad un direttore individuato attraverso un bando internazionale, un consiglio di amministrazione ed un comitato scientifico con funzione consultiva. Lo statuto è adottato dal consiglio di amministrazione del museo e approvato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, su proposta del direttore generale per i musei. Lo statuto è approvato entro sei mesi dal conferimento dell’incarico al direttore del polo museale regionale competente e/o al direttore del museo;
secondo l’articolo 9, comma 1, del decreto menzionato «sono organi dei musei dotati di autonomia speciale: a) il Direttore; b) il Consiglio di amministrazione; c) il Comitato scientifico; d) il Collegio dei revisori dei conti». Il comma 2 recita che «(…) spetta agli organi di cui al comma 1: a) garantire lo svolgimento della missione del museo; b) verificare l’economicità, l’efficienza, e l’efficacia dell’attività del museo; c) verificare la qualità scientifica dell’offerta culturale e delle pratiche di conservazione, fruizione e valorizzazione dei beni in consegna al museo.» In ultimo, secondo il comma 3 «la composizione degli organi collegiali di cui al comma 1 è determinata nel rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi»;
l’articolo 12, invece, prevede specifiche funzioni in relazione al Comitato scientifico. In particolare, il comma 2 riporta che: «il Comitato scientifico è composto dal direttore dell’istituto, che lo presiede, e da un membro designato dal Ministro, un membro designato dal Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”, un membro designato dalla Regione e uno dal Comune ove ha sede il museo. I componenti del Comitato sono individuati tra professori universitari di ruolo in settori attinenti all’ambito disciplinare di attività dell’istituto o esperti di particolare e comprovata qualificazione scientifica e professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali» Secondo il comma 3, invece, «(….) i componenti del Comitato Scientifico sono nominati con decreto del Mibact per una durata di cinque anni e possono essere confermati una sola volta (…)»;
dopo la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 10 grandi musei e parchi archeologi italiani, avviata il 27 maggio 2016 dalla seconda fase del decreto-legge n. 83 del 31 maggio 2014, convertito dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, come riportato da Il Piccolo di Trieste del 22 giugno 2017, si è insediata la storica dell’arte e curatrice museale Andreina Contessa, quale nuova direttrice del museo storico e del parco del castello di Miramare;
ad oggi, non risulta ancora pubblicato il decreto ministeriale di nomina riguardante il conferimento dell’incarico di funzione dirigenziale di direttrice del museo storico e del parco del Castello del Miramare ad Andreina Contessa. Tale situazione rende, di fatto, ancora incompleta la struttura organizzativa prevista, priva sia del consiglio di amministrazione che del comitato scientifico, senza contare che la mancata nomina posticipa ulteriormente i termini di approvazione dello statuto –:
alla luce dei fatti sopraesposti, quali siano i motivi del ritardo nella pubblicazione del decreto ministeriale relativo alla nomina della nuova direttrice del museo storico e del parco del Castello di Miramare e secondo quali tempistiche si intenda procedere;
quali siano le tempistiche relative alla costituzione del comitato scientifico. (4-17909)

Ex depositi militari di Montedoro ed Aquilinia – Interrogazione al Ministero dell’Ambiente   Leave a comment

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
in località Montedoro (Trieste), in un’area collinare che interessa i comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle – Dolina, il sottosuolo cela un sistema di depositi militari di combustibili attualmente dismessi e comprendente una ventina di cisterne, a cui si aggiungono gallerie blindate e condutture interrate e mimetizzate in superficie;
le aree in questione, inserite tra zone agricole abitualmente coltivate, zone residenziali e commerciali non incluse nel Sin (sito di interesse nazionale) di Trieste, risultavano appartenenti al demanio militare dello Stato;
il primo firmatario del presente atto si è più volte interessato alla questione, sia con l’atto di sindacato ispettivo n. 5-04303 con il quale ha chiesto al Governo di accertare lo stato di conservazione delle ex strutture militari e di provvedere all’eventuale messa in sicurezza, sia con la presentazione, il 21 febbraio 2015, di un esposto alla procura della Repubblica presso il tribunale di Trieste. Nell’istanza, ha chiesto un intervento urgente per accertare e valutare la situazione delle aree interessate, nonché individuare eventuali responsabilità ed omissioni;
nell’interrogazione n. 4-08323 il primo firmatario del presente atto ha illustrato, invece, una vicenda analoga, riguardante il complesso militare in disuso di Monte S. Giovanni, nella frazione di Aquilinia (Muggia), composto da cisterne sotterranee adibite a deposito di idrocarburi e collegate da un sistema di gallerie. Ai Ministri destinatari ha chiesto «di promuovere il monitoraggio delle cisterne interrate attivandosi per favorire, in breve tempo, la messa in sicurezza e la bonifica definitiva e non provvisoria della ex struttura militare»;
infine, nell’interrogazione a risposta scritta n. 4-14955, il primo firmatario del presente atto ha illustrato la relazione «Schede n. TSB0178 e TSB0213 ex depositi militari carburanti e lubrificanti loc. Montedoro e Aquilinia» trasmessa dalla direzione regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Agenzia del demanio a seguito delle risultanze delle indagini ambientali preliminari concluse il 30 dicembre 2015;
l’attività di indagine, esposta nel documento, è stata diretta a «verificare inizialmente eventuali presenze di potenziali elementi inquinanti nei depositi sotterranei inutilizzati ivi presenti». La ditta specializzata, incaricata di eseguire le ispezioni, ha compiuto le indagini di rischio del sito specificatamente previste per ricercare residui riconducibili ad attività di stoccaggio di idrocarburi;
infine, dalla relazione è emerso che «al fine di quantificare i fondi necessari da richiedere per le bonifiche, a complemento della relazione del piano preliminare di caratterizzazione dei siti sono state fornite indicazioni preventive di massima dei possibili costi degli interventi di bonifica da attuarsi a seguito delle indicazioni contenute nel piano in aggiunta a quelle che saranno indicate dalla Provincie» e si è previsto di incaricare «professionisti esperti della materia per la progettazione operativa di interventi di bonifica o di messa in sicurezza permanente dei serbatoi, per poter mettere a gara le suddette bonifiche e le pulizie»;
in risposta agli atti n. 4-08323 e n. 4-14955, il 7 settembre 2017, il Sottosegretario di Stato alla difesa Gioacchino Alfano ha evidenziato che «l’ex deposito lubrificanti “Aquilinia” e l’ex deposito carburanti “Montedoro” di Muggia a causa di una trascrizione errata erano stati intestati catastalmente alla Difesa, ma, di fatto, non erano stati consegnati dall’Amministrazione finanziaria a quella militare che, peraltro, non li ha mai utilizzati. (…) Relativamente ai necessari interventi di bonifica e di messa in sicurezza dei siti, si sottolinea che la Difesa non ha alcuna competenza al riguardo, considerato anche che gli stessi non rientrano nella disponibilità patrimoniale del Dicastero (…)» –:
alla luce dei fatti esposti in premessa, se intendano chiarire a che punto sia l’iter delle azioni previste per l’ex deposito lubrificanti «Aquilinia» e l’ex deposito carburanti «Montedoro»;
quali iniziative abbia intenzione di adottare il Governo, per quanto di competenza e di concerto con gli enti locali, per attuare i necessari interventi di bonifica e di messa in sicurezza delle aree in questione. 
(4-17831)

Gite scolastiche: criteri di scelta societá di trasporto – Interrogazione al MIUR   Leave a comment

​Martedì 12 settembre 2017, seduta n. 848

— Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: 

il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nella conferenza stampa del 2 marzo 2017, ha ricordato la collaborazione con la polizia di Stato in merito all’iniziativa congiunta denominata «gite scolastiche in sicurezza»; 

in quella occasione, il Ministero e la polizia di Stato hanno diramato informazioni utili alle istituzioni scolastiche «per l’organizzazione in sicurezza delle gite, con indicazioni basilari sulla scelta e la regolarità delle imprese di trasporto, sull’idoneità del conducente e sulle condizioni generali dei veicoli, al fine di garantire un sereno svolgimento dei viaggi d’istruzione»; 

nel corso della conferenza stampa, sono stati presentati anche i risultati dei controlli dello scorso anno. «Nel 2016 la Polizia Stradale ha impiegato 10.615 pattuglie per il controllo di 15.546 autobus (di cui 10.126 su richiesta delle scuole), pari al 15 per cento circa del parco veicolare in Italia, rilevando irregolarità su 2.549 veicoli (1.287 di quelli controllati su richiesta delle scuole). Le principali violazioni accertate hanno riguardato irregolarità documentali (2.117 violazioni); inefficienza dei dispositivi di equipaggiamento quali, ad esempio, pneumatici lisci, cinture di sicurezza guaste, fari rotti ecc. (624 violazioni); mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo (449 violazioni); eccesso di velocità (262 violazioni); carte di circolazione ritirate (68); patenti di guida ritirate (46) e omessa revisione (36)»; 

i controlli effettuati nell’anno in corso hanno già dato i primi risultati. «A Siena è stato multato un conducente che percorreva ad alta velocità il tratto di strada tra Siena e Firenze, viaggiando a 100 chilometri orari dove il limite di velocità imposto da un cantiere era di 40 chilometri orari. A Reggio Emilia, durante i controlli prima di una partenza, sono state riscontrate irregolarità che hanno portato alla sostituzione dell’autobus: uscite di sicurezza inefficienti, cinture di sicurezza non regolari, vetro parabrezza incrinato»; 

il sottosegretario Gabriele Toccafondi ha osservato che «i numeri registrati lo scorso anno ci dicono che dobbiamo continuare in questa direzione, proseguendo con i controlli sui mezzi che portano le nostre ragazze e i nostri ragazzi in gita. Dobbiamo fare un’azione positiva di sicurezza per le studentesse e gli studenti e far comprendere loro l’importanza di questo tema continuando anche con l’educazione stradale, ad esempio attraverso il progetto Icaro che abbiamo realizzato in collaborazione sempre con la Polizia Stradale. Progetto che ha portato ad una reale sensibilizzazione e responsabilizzazione delle ragazze e dei ragazzi (…)»; 

Il Fatto Quotidiano, nell’articolo del 27 luglio 2017, ha riportato i dati presentati dal Ministero e le dichiarazioni di Roberto Sgalla, direttore centrale delle specialità della polizia stradale, secondo il quale «le operazioni di controllo, avviate sui pullman dimostrano che è ancora alto il livello di illegalità e di mancanza di rispetto delle principali norme della circolazione. Reprimere i comportamenti illeciti, sensibilizzando insegnanti e genitori, in un sinergico ruolo di vigilanza e monitoraggio, ha fatto raggiungere risultati significativi nella sicurezza delle gite scolastiche» –: 

se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative volte ad escludere le imprese responsabili di gravi infrazioni dal prendere parte ai trasporti relativi ai viaggi di istruzione scolastici; 

se il Ministro intenda assumere iniziative affinché, nei criteri di selezione adottati dagli istituti scolastici, sia accordata preferenza per le offerte economiche più vantaggiose e per le società di trasporto che garantiscano elevati standard di sicurezza e comfort. (4-17625)

Pubblicato 16 settembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera

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