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Insufficienza personale del Mibact in Friuli Venezia Giulia – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

il Castello di Miramare, sito turistico di primo piano per la città di Trieste, è meta tra le più visitate del Friuli Venezia Giulia. Ai sensi degli articoli 10, 11 e 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il «codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137», il Castello ed il Parco di Miramare, essendo beni di interesse pubblico, sono soggetti al regime di tutela dei beni culturali; 

il decreto ministeriale 23 dicembre 2014 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha previsto, per i musei dotati di autonomia speciale, una struttura gestionale particolare, attribuita ad un direttore individuato attraverso un bando internazionale, un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico con funzione consultiva; 

con il decreto Interministeriale n. 328 del 28 giugno 2016 «Conferimento dell’autonomia speciale agli istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale 23 gennaio 2016» il Castello ed il Parco di Miramare sono stati riconosciuti quali organismi dotati di autonomia; 

dopo la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 10 grandi musei e parchi archeologici italiani prevista dalla seconda fase della «riforma Franceschini» il 22 giugno 2017, si è insediata la nuova direttrice del museo storico e del Castello e Parco di Miramare, Andreina Contessa; 

secondo la nota stampa del 4 luglio 2017 della Funzione pubblica, struttura di categoria della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil) del Friuli Venezia Giulia, Contessa «eredita una situazione piuttosto complicata, che rende davvero arduo l’obiettivo del rilancio turistico del sito. La circolare 135/2017 sulla mobilità interna relativa al personale del Ministero dei Beni artistici e culturali, infatti, attesta che a Miramare mancano 41 lavoratori, a fronte dei 29 attualmente in servizio. Nel dettaglio risultano assenti 8 addetti alla vigilanza, 10 assistenti tecnici, 1 informatico, 9 amministrativi, 2 ausiliari, 4 architetti, 1 addetto alla promozione, 1 restauratore, 3 storici dell’arte e 2 addetti alle tecnologie. Quanto al personale attualmente in servizio, esso è composto, oltre alla dirigente, da 26 addetti alla vigilanza, 1 assistente tecnico e 2 figure in utilizzo parziale dal Polo Museale»; 

Donatella Sterrentino, della segretaria regionale FP della Cgil Friuli Venezia Giulia ha dichiarato: «ci chiediamo come possa funzionare una struttura che ha più carenze che persone in servizio, un Museo che oltretutto è riconosciuto come polo di attrazione di turisti provenienti da tutto il mondo. Ma questo, purtroppo, è il risultato di anni del blocco del turn over della pubblica amministrazione, che invece avrebbe bisogno dell’inserimento di giovani qualificati che, invece di contribuire al rilancio del Paese, che ha nel suo patrimonio artistico e culturale uno dei suoi grandi punti di forza, vanno a ingrossare le file già troppo numerose di disoccupati e sono costretti sempre più spesso, anche nella nostra regione, a cercare lavoro e fortuna all’estero»; 

Il Piccolo, nell’articolo «Trieste, Miramare dimezzato: alla pianta organica mancano 41 pedine» ha riportato la denuncia della Fp Cgil Friuli Venezia Giulia, sottolineando come sia «inutile quindi aspettarsi miracoli dalla direttrice arrivata da Gerusalemme e dall’autonomia concessa dal Ministro del Mibact Dario Franceschini con relativa pianta organica»; 

tuttavia, quello di Miramare non è l’unico caso di carenza di organico a livello regionale. «In Friuli Venezia Giulia mancano 11 addetti alla Soprintendenza archivistica, 9 al Polo museale Fvg, 5 al Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e 3 a quello di Aquileia. Le eccedenze di organico sono poca cosa. In Friuli Venezia Giulia arrivano in tutto a 27. Non bastano neppure a sanare il buco enorme del solo neonato Museo autonomo di Miramare» –: 

quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda assumere al fine di ovviare alla grave carenza d’organico del Museo storico e del Parco del Castello di Miramare, e secondo quali tempistiche; 

alla luce dei fatti sopra esposti in premessa, come intenda sopperire all’insufficienza di personale presente nei poli museali, nei musei e nelle soprintendenze del Friuli Venezia Giulia, al fine di garantire il buon andamento e lo sviluppo delle strutture menzionate. (5-11789)

Prodani, Miramare: rapporti “complessi” con la Soprintendenza. Il Ministero chiarisca – Interrogazione del 22 ottobre 2015   Leave a comment

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Prodani

Al  Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

-per sapere

-premesso che:

il Castello di Miramare ed i 22 ettari del Parco di pertinenza, fortemente voluti nel 1856 da Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’Imperatore d’Austria, rappresentano la principale attrazione turistica di Trieste e tra le maggiori visitate della regione Friuli Venezia Giulia. Il Parco, però, è da diversi anni in uno stato di totale abbandono e degrado;

in data 4 gennaio 2012, sono stati sottoscritti l’accordo di programma ed un finanziamento congiunto Stato-Regione per il restauro e la valorizzazione del Parco di Miramare con l’apporto di un finanziamento di un milione e ottocentomila euro complessivi (1,2 milioni statali e 0,6 milioni regionali). In  esecuzione di tale accordo, erano state eseguite opere di scavo del “parterre”, l’asportazione delle piante morte, il rifacimento delle aiuole e il taglio di alberi per complessivi 99.991,82 euro esclusa l’IVA;

l’interrogante ha già affrontato l’annosa e spinosa questione delle condizioni del  Parco con  diverse  interrogazioni:  la n. 4-00897,  presentata in data  18 giugno 2013 all’allora Ministro competente  Massimo Bray, con la quale si sollecitava un confronto del Mibact con gli Enti Locali per stabilire un piano di recupero per il Castello ed il Parco di Miramare; la n. 4-08760 del 13 aprile 2015, in cui si chiedevano, oltre ai motivi dei ritardi in merito all’utilizzo dei finanziamenti previsti dall’accordo di programma sottoscritto il 4 gennaio 2012, sia di accelerare le opere di recupero del sito; la n. 5-06613, dell’8 ottobre scorso, con cui si chiedeva un intervento dell’esecutivo finalizzato ad impegnare i fondi disponibili per bonificare il Parco e a valutare l’offerta, che sarebbe pervenuta dai discendenti degli Asburgo, di finanziare le opere di sistemazione;

le indecorose condizioni dei giardini sono costantemente oggetto di attenzione da parte dei cittadini attraverso i social network, oltre che degli organi di informazione. Lo scorso Agosto, una mostra intitolata “Il Parco di Miramare e le condizioni di degrado” organizzata dalla sede di Trieste di Italia Nostra e dall’Associazione Orticola del Friuli Venezia Giulia e curata dall’ing. Stefania Musco, con un’accurata ricerca storica ha posto un’ulteriore accento sullo stato del Parco. L’amministrazione comunale, attraverso gli organi preposti, ha in diverse occasioni cercato un dialogo con la Soprintendenza;

infatti, da un articolo del quotidiano il Piccolo del 23 agosto 2015, si apprende  che  lo scorso 7 novembre 2014, i Consiglieri Comunali di maggioranza ed opposizione  abbiano presentato una richiesta di convocazione della Quarta Commissione Consiliare del Comune di Trieste per un’audizione dei funzionari responsabili della gestione del sito;

si apprende che Manuel Zerjul, Presidente della Terza Commissione Consiliare, a cui è passata la questione, negli scorsi mesi abbia inoltrato al Soprintendente Caburlotto diverse e-mail di richiesta di un incontro; per risposta, il dirigente ministeriale avrebbe declinato l’invito, adducendo come motivazione il clima poco favorevole venutosi a creare a livello istituzionale.

inoltre, da un articolo pubblicato su Il Piccolo, si apprende che Caburlotto, nominato Direttore del Polo Museale del FVG,  invitato ad un sopralluogo organizzato e voluto dalla Terza Commissione Consiliare presso  il Parco di Miramare l’8 ottobre scorso, non abbia partecipato senza giustificare la sua assenza;

il sopralluogo, è stato effettuato comunque, così riferisce l’articolo, al “parterre”, trovato in pessime condizioni, e alle aree delle serre storiche, interessate da lavori di recupero e trasformazione in centro turistico e ricreativo: quest’ultimi, iniziati il 16 marzo sarebbero dovuti terminare a metà novembre, ma lo stato di avanzamento farebbe pensare ad uno slittamento dei termini

il Presidente Zerjul, da quanto riportato dal quotidiano, avrebbe dichiarato di essere intenzionato ad inviare un dossier su quanto accaduto sia alla Regione Friuli Venezia Giulia che al Ministero competente, “nel tentativo di smuovere l’inaccessibile burocrate che pure il 2 settembre scorso, era diligentemente al fianco del Ministro Franceschini e della Governatrice Debora Serracchiani” in occasione della visita del Ministro a Trieste;

– se il ministro interrogato sia al corrente di quanto espresso in premessa

– se non ritenga di intervenire affinchè siano ripristinati i rapporti istituzionali tra la Soprintendenza e gli organi amministrativi comunali;

– quali misure urgenti intenda adottare per garantire la collaborazione degli organi periferici del Mibact e le istituzioni locali in particolare per quanto riguarda la delicata questione del Castello e del Parco di Miramare

– quali siano I termini temporali previsti per la redazione del piano progettuale per il Parco richiesto al direttore Caburlotto in occasione della visita, il 02 settembre, del Ministro Franceschini a Trieste

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“Miramare chiuso inaccettabile” Il Piccolo 05 gennaio 2015   Leave a comment

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Faro della Vittoria di Trieste, Prodani (M5S): «Necessarie ed urgenti le risposte dal Ministero della Difesa» Comunicato stampa dd 05 marzo 2014   Leave a comment

«Il castello e il parco di Miramare in condizioni di degrado, i crolli a Palmanova, il tram di Opicina ancora fermo, la stazione ferroviaria di Redipuglia chiusa e ora l’incertezza sulla riapertura al pubblico del Faro della Vittoria di Trieste. Ecco come gli ultimi governi nazionali e le amministrazioni locali puntano concretamente sul turismo nel Friuli Venezia Giulia». Il deputato del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani attacca duramente l’incapacità della politica, a tutti i livelli, di valorizzare e addirittura, in alcuni casi, di rendere fruibili i gioielli del nostro territorio.

«L’indeterminatezza della data di riapertura del Faro, oltre a compromettere il ricorso a fondi europei, rischia di modificare il calendario delle iniziative in programma per il centenario della Prima Guerra Mondiale di cui costituisce parte integrante» aggiunge Prodani, che sull’argomento oggi ha depositato alla Camera dei deputati una interrogazione rivolta al Ministero della Difesa.

«Il “governo del fare” di Renzi e la neo ministra Roberta Pinotti si attivino subito per concludere nel più breve tempo possibile la stipula della convenzione necessaria ad avviare i lavori di riqualificazione dello storico monumento triestino. Bisogna garantire al più presto la riapertura del Faro al pubblico, in modo da evitare la perdita del finanziamento europeo e la modifica del calendario degli eventi legati al centenario della Grande Guerra».

«Le risorse economiche, disponibili solo dopo la sottoscrizione della nuova convenzione – circa 60 mila euro ottenuti su un progetto transfrontaliero per il centenario della prima guerra mondiale -, sono essenziali per riqualificare l’ingresso del monumento, eliminando barriere architettoniche e riqualificando l’ascensore, il cancello e i servizi igienici. Il tempo stringe – conclude Prodani -. Renzi dimostri con i fatti che cultura e turismo sono diventati finalmente temi prioritari dell’agenda politica e