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Guide turistiche: definire una normativa complessiva di riordino delle professioni turistiche – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 15 novembre 2017 i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche sono stati ascoltati in audizione dal coordinatore della Commissione turismo della Conferenza delle regioni, Giovanni Lolli. L’audizione si è tenuta per discutere dello «schema di intesa inerente i requisiti di accesso all’esercizio della professione di guida turistica»;

in merito alla bozza del documento riguardante l’intesa, le associazioni di categoria hanno manifestato «la necessità di una norma primaria di livello nazionale che fornisca la definizione di guida turistica, necessità condivisa anche dalle Regioni per quanto pronte a firmare un’intesa cosiddetta forte; la richiesta di ponderare al meglio l’attuale definizione di guida turistica che appare essere limitativa, nonché l’opportunità di esplicitare, nella norma transitoria (articolo 10 del testo provvisorio), che coloro che hanno conseguito il titolo di guida lo manterranno anche dopo l’entrata in vigore dell’Intesa»;

inoltre, le stesse associazioni hanno espresso, «sempre all’articolo 10, la possibilità di arginare il dilagare dei corsi di formazione, prevedendo un termine al di là del quale il corso dovrà necessariamente rientrare nell’ambito di applicazione della nuova normativa, per quanto appaia difficile individuare una data certa che possa essere giuridicamente sostenibile. Hanno rimarcato la necessità di prevedere aggiornamenti formativi periodici ed obbligatori, che garantirebbero un costante approfondimento di nuove conoscenze a garanzia della qualità del servizio reso; l’esigenza di chiarire che l’esame deve esse pubblico e tenuto ad esclusione dei rappresentanti degli Enti di formazione»;

in ultimo, hanno comunicato «l’opportunità di prevedere la sola laurea specialistica quale titolo di accesso all’esame abilitante, la necessità di prevedere l’esame orale in lingua straniera, anche previo pagamento da parte del candidato del relativo onere economico, piuttosto che la presentazione della sola certificazione e la richiesta di una legge statale per regolamentare la professione citata, non un’intesa, la quale potrebbe essere vista quale soluzione temporanea nell’attesa di un progetto di riordino complessivo che passi attraverso gli organi parlamentari»;

nel corso dell’audizione, l’Angt ha espresso la sua ferma opposizione nei confronti degli atti che sono stati predisposti dal Coordinamento delle regioni. Adina Persano, presidente di Angt ha dichiarato: «consideriamo il documento di Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sulla Guida Nazionale uno sfregio alla professione e all’articolo 9 della Costituzione. La legge di riordino di una professione non può essere istituita con un’Intesa tra lo Stato e le Regioni, ma con leggi del Parlamento italiano»;

l’Angt chiede «al Mibact, e anche alle Regioni che hanno a cuore il loro patrimonio e la ricchezza dei loro beni culturali, di non sottoscrivere l’Intesa ma di chiedere formalmente una vera e corretta legge di riordino, con esami rigorosi per formare professionisti seri e consapevoli del loro ruolo nel turismo. Angt dichiara formalmente lo stato di agitazione se le Regioni continueranno nella loro perseveranza e volontà di procedere riservandosi di denunciare ogni atto illegittimo all’autorità giudiziaria»;

in ultimo, Persano ha evidenziato come «nel testo predisposto dalle Regioni non convincano le regole poco chiare ma, soprattutto, esprimiamo la nostra forte contrarietà per i corsi formativi gestiti da enti privati che hanno peraltro già dimostrato il loro fallimento nella forma e nei contenuti. La professione non può essere preda di interessi privati. Siamo convinti della necessità di attivare percorsi universitari seri e rigorosi. Non dimentichiamo che la professione di Guida Turistica è profondamente connessa alla corretta conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale della Nazione; ma anche alla tutela del “turista-consumatore”, che ha diritto ad usufruire di un servizio di livello adeguato, reso da soggetti che abbiano previamente dimostrato la conoscenza specifica del medesimo»;

con precedenti atti di sindacato ispettivo, da ultimo l’interrogazione n. 4-18166 del 16 ottobre 2017, il primo firmatario del presente atto ha sollecitato urgenti iniziative ai fini del riesame della disciplina della professione di guida turistica. Tuttavia, il Governo non ha adottato alcuna iniziativa in merito –:

quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato in relazione ai fatti esposti;

quali opportune e urgenti iniziative normative intenda assumere per regolamentare il settore menzionato;

se intenda assumere iniziative volte ad accogliere le richieste esposte dall’Angt e dai rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche durante l’audizione riportata in premessa;

se intenda assumere urgentemente iniziative per definire una normativa complessiva di riordino delle professioni turistiche, che preveda esami specifici per formare professionisti qualificati all’interno del settore menzionato.
(4-18728)

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Pubblicato 5 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Guide turistiche: sospendere il rilascio di nuove abilitazioni per lo svolgimento della professione – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

la figura delle guide turistiche è fondamentale per la valorizzazione del turismo. Il primo firmatario del presente atto si è interessato al corretto riconoscimento della professione di guida ed ha analizzato la tematica nei seguenti atti di sindacato ispettivo e d’indirizzo: n. 8-00052, n. 7-00116, n. 5-01674, n. 4-15315, n. 5-03992 e ordine del giorno n. 9/02426-A/80;

nell’interrogazione n. 4-16388 ha riportato la sentenza n. 2831/2017 del 24 febbraio 2017, con la quale il Tar del Lazio ha annullato i due decreti ministeriali, rispettivamente del 7 aprile 2015, riguardante l’Individuazione dei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per lo svolgimento della professione di guida turistica, e dell’11 dicembre 2015, che subordina l’esercizio della professione di guida, in determinati siti al possesso di una specifica abilitazione. Nella stessa giornata il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha annunciato il deposito dell’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistiche specialistiche. Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2017, ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Ministero. Con l’interrogazione menzionata il primo firmatario del presente atto ha chiesto al Ministro se intendesse assumere «iniziative per avviare una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica»;

nell’interrogazione n. 4-17623 è stata richiamata la sentenza 3859/2017 del Consiglio di Stato che ha confermato definitivamente l’annullamento dei decreti ministeriali sopracitati;

come riportato da diverse fonti di stampa, alcune regioni italiane rilasciano l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica che, pur basandosi su di un esame riguardante argomenti di carattere provinciale o regionale, permettono di operare su tutto il territorio nazionale;

l’Associazione nazionale guide turistiche (ANGT), nella nota stampa del 5 ottobre 2017, ha espresso «la ferma contrarietà al comportamento delle Regioni, che continuano a bandire sessioni di esame, ad autorizzare corsi di formazione e a rilasciare impropriamente abilitazioni nazionali all’esercizio dell’attività di guida turistica. Infatti, numerosi corsi di formazione e i relativi esami per l’abilitazione all’esercizio della professione sono stati portati a compimento e continuano regolarmente in regioni come la Toscana, l’Emilia Romagna, la Sardegna, la Sicilia e la Puglia»;

la presidente di Angt Adina Persano ha evidenziato come «la materia appartenga al legislatore statale (…). Fino a quando lo Stato centrale non detterà una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le modalità di accertamento degli stessi per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica, le Regioni non possono ritenersi legittimate a rilasciare nuove ed ulteriori abilitazioni»;

infine Persano ha segnalato che «in alcune parti del territorio nazionale in cui sono state sospese correttamente ulteriori sessioni degli esami di abilitazione, al pari dei corsi di formazione abilitanti, aumentano casi in cui amministrazioni regionali e locali competenti continuano a svolgere gli esami per il rilascio di nuove abilitazioni, consentendo l’attivazione da parte di agenzie formative private dei relativi corsi abilitanti. In molti casi, ai candidati, al fine di incentivarne la partecipazione alle prove di esame e ai corsi abilitanti, viene comunicato che per quanto le abilitazioni verranno loro rilasciate, previo svolgimento di esami basati su conoscenze riferite agli ambiti provinciali o regionali, le stesse comunque consentiranno di svolgere da subito la professione in ambito nazionale (…)»;

l’Angt ha invitato e diffidato, quindi le regioni «a voler sospendere ogni ulteriore proposta di corsi ed esami ancor più alla luce delle recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato». E ha ribadito come «tali comportamenti (…) costituiscano una palese violazione del quadro normativo vigente inerente una, professione regolamentata come quella di guida turistica» –:

alla luce dei fatti esposti in premessa, quali iniziative intenda assumere, il Ministro interrogato al fine di delineare una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le relative modalità di accertamento in ordine ai corsi di formazione per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica;

quali iniziative intenda intraprendere ai fini del riesame della disciplina della professione di guida turistica;

se e secondo quali modalità intenda intervenire, in accordo con le regioni, per sospendere il rilascio di nuove abilitazioni per la professione di guida turistica.
(4-18166)

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Pubblicato 16 ottobre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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Guide turistiche: tutelare la professione e rivedere la legge – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 

Per sapere – premesso che:
il Tar del Lazio, con la sentenza n. 2831/2017 del 24 febbraio 2017, ha accolto il ricorso sottoscritto da Guide turistiche italiane e Associazione nazionale accompagnatori guide e interpreti turistici e da oltre 140 guide turistiche. La pronuncia ha disposto l’annullamento dei decreti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo «siti» (7 aprile 2015) ed «esclusiva territoriale ed esami» (11 dicembre 2015). Nella medesima giornata, il Sottosegretario Dorina Bianchi ha annunciato il deposito, da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistiche specialistiche. Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2017, ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
in merito alla vicenda, il 21 aprile 2017, l’interrogante ha depositato l’atto di sindacato ispettivo n. 4-16388, ancora senza risposta, con il quale ha chiesto al Governo «se intendesse assumere iniziative per avviare una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica; (…) se intendesse comunicare le tempistiche concernenti la convocazione delle regioni e delle associazioni di categoria per giungere a una mediazione in merito alla questione riportata nell’interrogazione parlamentare»;
in data 1o agosto 2017, il Consiglio di Stato, con sentenza 3859/2017, ha confermato definitivamente l’annullamento dei decreti ministeriali riportati in premessa, pubblicando la decisione in merito al ricorso avanzato dal Ministero avverso le sentenze del Tar Lazio n. 1800 del 2017 e del ricorso n. 1841 del 2017;
come evidenziato dalla pagina facebook di Guide Turistiche Italiane «già con la sentenza del TAR, di annullamento dei DM, era stata ribadita la validità nazionale dei patentini e la caduta del principio di territorialità. Ora il Consiglio di Stato, dopo l’appello del Mibact, ha ulteriormente ribadito che i DM sono annullati. Conseguenza di ciò è la validità della legge 97/2013 e il vigente rispetto del principio di libera circolazione ed esercizio delle professione»;
secondo la sentenza n. 3859: «(…) dice il TAR che l’articolo 3, comma 3 della Legge 97/2013 ammette certo la potestà del Mibact di porre taluni limiti alla libera concorrenza in relazione alla tutela di siti particolarmente rilevanti. Tale potestà va però intesa come un potere d’eccezione, rispetto sia a quanto stabilito dal comma 1, sia alla libera prestazione di servizi. Essa è allora utilizzabile solo ove vi siano esigenze imperative d’interesse generale e lo stesso risultato non sia realizzabile con provvedimenti meno incisivi. Dal che “…l’illogicità e irragionevolezza del decreto ministeriale 7 aprile 2015, che ha individuato più di tremila siti, in tutte le Regioni ed in molti Comuni d’Italia, e della disciplina del decreto dell’11 dicembre 2015, che ha previsto una specifica abilitazione, rilasciata da parte delle Regioni (e delle Province autonome)…”. Per vero, tal abilitazione, che ha efficacia limitata alla sola Regione in cui è rilasciata, “… è limitativa della concorrenza alla prestazione di servizi in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione ed il rispetto dei principi dell’Unione europea…”.

Né tal limitatezza verrebbe meno sol perché è previsto un elenco nazionale delle guide turistiche specializzate per i siti peculiari (articolo 7 del DM 11 dicembre 2015), tenuto presso il MIBACT, posto che, a parte l’indeterminatezza della norma, essa è pure contraddittoria rispetto allo scopo di tutela per cui esiste siffatta specializzazione ex articolo 3, comma 3 della legge 97/2013»;
a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, nella nota stampa del 2 agosto 2017, Federagit Confesercenti ha chiesto un incontro urgente al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, affinché si provveda, «in tempi rapidi e in collaborazione con le associazioni di categoria più rappresentative, alla redazione di una legge di riordino» del settore. Secondo l’associazione, infatti, «la situazione è grave ed è necessario ed urgente intervenire per tutelare il patrimonio culturale italiano con una corretta divulgazione e valorizzazione, per arginare l’ingente perdita di entrate fiscali dovuta all’indiscriminato esercizio abusivo della professione e per porre un freno al caos nei siti di particolare interesse storico artistico e archeologico». Federagit chiede, inoltre, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che, «nelle more, fornisca delle precise linee guida alle Regioni per far sì che gli organismi a cui compete il controllo per l’esercizio legale della professione siano in grado di operare nel rispetto delle leggi in vigore» –:
alla luce della sentenza del Consiglio di Stato n. 3859 del 2017, se intenda assumere iniziative, e secondo quali tempistiche, per dare risposta alle richieste di Federagit Confesercenti finalizzate alla tutela della professione di guida turistica e alla revisione della disciplina relativa al settore citato. (4-17623)

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Revisione professione guide turistiche – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

il Tar del Lazio, con la sentenza n. 2831/2017 del 24 febbraio 2017, ha accolto il ricorso sottoscritto da GTI – Guide Turistiche Italiane e AGILO – Associazione nazionale accompagnatori guide e interpreti turistici e da oltre 140 guide turistiche; 

la pronuncia ha disposto l’annullamento dei decreti del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 7 aprile 2015 e del 11 dicembre 2015, recanti «l’individuazione dei requisiti necessari per l’abilitazione allo svolgimento della professione di guida turistica e procedimento di rilascio dell’abilitazione», nella parte in cui prevede «un nuovo esame di abilitazione per gli specifici siti individuati nel decreto ministeriale del 7 aprile 2015 e limita le prestazioni nell’ambito di appartenenza regionale e provinciale»; 

a seguito della sentenza, Federagit Confesercenti ha inoltrato una missiva al Ministro interrogato per sapere quali iniziative il Ministro intenda assumere in relazione all’applicazione della legge n. 97 del 2013, articolo 3, comma 3, annunciando «lo stato di agitazione della categoria» e chiedendo «una rapida convocazione del tavolo per la legge di riordino delle professioni turistiche»; 

il 14 marzo 2017, il Coordinamento nazionale guide turistiche ha organizzato una manifestazione a Roma per sollecitare il Governo ad attuare la revisione organica della disciplina; 

secondo l’organizzazione, l’attuale deregolamentazione rischierebbe, infatti, di arrecare aggravi economici allo Stato, e provocare anche un dumping lavorativo e sociale, con gli inevitabili abbassamenti sia dei compensi che della qualità delle prestazioni; 

inoltre, la liberalizzazione finirebbe per agevolare le guide dei Paesi membri dell’Unione europea totalmente prive della preparazione adeguata per operare in Italia; 

l’Associazione ha richiesto al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di elaborare «una legge di riordino che stabilisca criteri seri e omogenei su tutto il territorio italiano, per garantire la preparazione e la professionalità delle guide, rispettando l’articolo 9 della Costituzione». Inoltre, ha sottolineato la necessità di un’intensificazione dei controlli, da parte degli organi deputati, per contrastare con efficacia qualsiasi forma di abusivismo in materia, nonché l’esigenza di irrogare sanzioni ai tour operator che si avvalgano di guide turistiche non abilitate; 

nella stessa giornata, il Sottosegretario Dorina Bianchi ha annunciato il deposito, da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistiche specialistiche, comunicando la convocazione delle regioni e delle associazioni di categoria «per affrontare in maniera sistematica la questione, e recepire le diverse istanze per giungere a una mediazione ragionevole». Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2017, ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo; 

con la pronuncia del 21 dicembre 2016, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha segnalato che le restrizioni concorrenziali, introdotte sul mercato dei servizi professionali delle guide turistiche in Italia dai decreti ministeriali 7 aprile 2015 e 11 dicembre 2015, si configurano come limitazione ingiustificata all’attività delle guide turistiche. Inoltre, sono contrarie ai princìpi e alle norme vigenti in materia di concorrenza; 

la regione Lazio, alla luce del parere espresso dell’Antitrust e del rigetto del Consiglio di Stato, con la deliberazione n. 124 del 21 marzo ha permesso alle guide turistiche in possesso dell’abilitazione conseguita presso una delle province del Lazio e nella città metropolitana di Roma Capitale di esercitare l’attività in tutto il territorio nazionale, ed ha incaricato l’Agenzia regionale del turismo di predisporre un unico elenco delle guide turistiche nazionali abilitate nella regione Lazio. (…) Fintanto che il Consiglio di Stato non si sarà pronunciato sulla validità del decreto ministeriale n. 565 del 2017 e il decreto ministeriale 7 aprile 2015 tutte le guide regolarmente abilitate e in possesso della relativa tessera di riconoscimento potranno accedere a tutti i cosiddetti «siti specialistici» –: 

se il Ministro intenda accogliere le richieste del Coordinamento nazionale delle guide turistiche e, nello specifico, se intenda assumere iniziative per avviare una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica; 

quali iniziative intenda adottare a seguito della sentenza del Tar del Lazio n. 2831/2017; 

se intenda comunicare le tempistiche concernenti la convocazione delle regioni e delle associazioni di categoria per giungere a una mediazione in merito alla questione esposta in premessa. (4-16388)

Riesame professione guida turistica – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-15315

presentato da

PRODANI Aris

 — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . 

— Per sapere – premesso che: 

la figura delle guide turistiche è fondamentale per la valorizzazione del turismo e la loro professionalità può agevolare o incrementare l’indotto turistico; queste figure professionali come sostenuto dalla sentenza della Corte di giustizia europea del 26 febbraio 1991, cui si riferisce il decreto del Presidente della Repubblica del 13 dicembre 1995, sono le uniche specializzate ad illustrare correttamente ai visitatori il patrimonio culturale italiano, migliorando la sua divulgazione e contribuendo alla sua valorizzazione e tutela; 

il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha analizzato la tematica riportata in premessa in vari atti di sindacato ispettivo e di indirizzo, come la risoluzione in commissione n. 8-00052 con la quale si impegnava il Governo a «procedere a una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica»; le interrogazioni n. 5-01674, n. 5-03992 e l’ordine del giorno 9/02426-A/80; 

la legge europea n. 97 del 2013 ha revisionato l’attività delle guide turistiche in Italia; in particolare l’articolo 3, comma 1 delle legge, ha stabilito che «l’abilitazione alla professione di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale», mentre al comma 2, ha precisato come «i cittadini dell’Unione europea abilitati allo svolgimento dell’attività di guida turistica nell’ambito dell’ordinamento giuridico di un altro Stato membro operano in regime di libera prestazione dei servizi senza necessità di alcuna autorizzazione né abilitazione, sia essa generale o specifica»;

il citato articolo è intervenuto sulla procedura di pre-infrazione (EU Pilot 4277/12/MARK) riferita a violazioni della direttiva «servizi» (2006/123/CE) da parte di leggi regionali che consentono l’esercizio della professione soltanto nel relativo territorio regionale di competenza, al fine di consentire la libera prestazione di servizi di guide turistiche di altri Stati membri su tutto il territorio nazionale; 

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha emesso, in data 9 gennaio 2017, il parere rivolto al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (AS1339); 

il parere è stato formulato ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287 del 1990, al fine di segnalare le restrizioni, concorrenziali sul mercato dei servizi professionali delle guide turistiche in Italia. Dal punto di vista dell’Agcm le restrizioni derivano dai decreti del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 7 aprile 2015 e dell’11 dicembre 2015 che hanno introdotto un regime di specifica abilitazione su base territoriale per lo svolgimento della professione di guida turistica in siti considerati di particolare interesse storico, artistico o archeologico. Una particolarità che secondo il Garante limita le possibilità lavorative dei professionisti del settore; 

l’Autorità ha premesso infatti che «l’abilitazione a tale professione è valida in tutto il territorio nazionale (…) Tuttavia, il decreto-legge n. 83 del 2014 ha modificato la norma, che ora dispone che il Ministero dei beni e delle attività culturali può individuare con proprio decreto i “siti di particolare interesse”, per i quali occorre una specifica abilitazione, nonché i requisiti necessari ad ottenerla e la disciplina del procedimento di rilascio. L’abilitazione specifica, quindi, è valida solo per i siti di particolare interesse presenti nella Regione o Provincia in cui il professionista ha superato la prova»; 

di conseguenza, l’Autorità ha evidenziato come siano individuabili «due figure di guida turistica: una guida abilitata con esame in qualsiasi Regione o Provincia italiana (o con titolo riconosciuto ottenuto in Paese membro UE), che può svolgere l’attività in tutto il territorio nazionale, ad esclusione dei siti specialistici; una guida che potrà effettuare le visite guidate anche all’interno dei siti specialistici (ma solo nell’ambito regionale in cui ha sostenuto la prova)»; 

il Garante ha ritenuto che «il Ministero abbia quindi reintrodotto nella disciplina nazionale la previsione di autorizzazioni valide a livello locale, contraria a norme e principi in materia di concorrenza a livello europeo, in particolare al principio di libera circolazione dei professionisti e di rafforzamento del mercato interno»; 

infine, l’Agcm ha comunicato che «le modifiche introdotte nei citati Decreti non soddisfino il requisito di proporzionalità, poiché non appaiono necessarie rispetto ad obiettivi di interesse generale connessi alla protezione del patrimonio storico e artistico (visto anche l’esiguo numero di «siti di particolare interesse» elencati) e che le modifiche introdotte dai citati Decreti siano idonee a limitare ingiustificatamente l’attività delle guide turistiche ed auspica che le osservazioni formulate possano indurre ad un riesame della materia le autorità competenti –: 

quali iniziative, alla luce dei fatti esposti in premessa, il Ministro interrogato intenda assumere ai fini del riesame professione della guida turistica, figura fondamentale per lo sviluppo del comparto turistico

Turismo, Prodani (M5S): «Il governo Renzi continua a non tutelare il lavoro delle guide italiane» 08 novembre 2014   Leave a comment

«Sul turismo il governo Renzi è sempre in ritardo. Entro ottobre doveva essere emanato il decreto in grado di individuare i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico che necessitano di una specifica abilitazione. La scadenza è trascorsa e il decreto non è arrivato. A questo punto il ministro Franceschini deve spiegare come pensa di risparmiare ulteriori esami alle guide turistiche che hanno già conseguito l’abilitazione per alcune località». Il portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Aris Prodani, continua la sua battaglia in difesa delle guide turistiche italiane.

«Le nuove disposizioni europee prevedono che i cittadini dell’Ue, che abbiano ottenuto l’abilitazione in uno Stato membro, non hanno bisogno di autorizzazioni o abilitazioni ulteriori, potendo esercitare liberamente la professione su tutto il territorio nazionale. L’unica eccezione – ricorda Prodani – è costituita però dai siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico da individuare con decreto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Purtroppo, essendo spirato quest’ulteriore termine senza l’adozione dell’atto previsto, ad oggi non sono stati definiti né la lista dei siti per i quali occorra una specifica abilitazione, né la tipologia di abilitazione».

«Siamo in presenza di una grave lacuna normativa – attacca il segretario della Commissione Attività produttive della Camera -, lesiva per le guide turistiche italiane in possesso di qualifiche e conoscenze approfondite su siti di preminente interesse storico, artistico o archeologico. Il rischio molto concreto – conclude – è che questa deregolamentazione finisca per agevolare le guide dei Paesi membri dell’Unione europea totalmente prive della preparazione adeguata».

Interrogazione a risposta in commissione

PRODANI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. —

Per sapere – premesso che:

la legge europea 2013 (n. 97/2013) all’articolo 3 è intervenuta sulla procedura di pre-infrazione (EU Pilot 4277/12/MARK) riferita a possibili violazioni della direttiva «servizi» (2006/123/CE) in materia di libera prestazione ed esercizio stabile dell’attività di guida turistica da parte di cittadini dell’Unione europea;

le norme previste stabiliscono la validità nel nostro Paese dell’abilitazione alla professione di guida turistica e del riconoscimento della qualifica professionale conseguita da un cittadino comunitario n un altro Stato membro;

secondo la nuova disposizione, i cittadini dell’Ue che abbiano ottenuto l’abilitazione in uno Stato membro non hanno bisogno di autorizzazioni o abilitazioni ulteriori, potendo esercitare liberamente la professione su tutto il territorio nazionale. L’unica eccezione è costituita dai siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico da individuare con decreto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, dopo aver consultato la conferenza unificata;

il 4 dicembre 2013 è scaduto il termine di novanta giorni dall’entrata in vigore della legge europea 2013 (previsto all’articolo 3, comma 3) relativo all’emanazione del decreto ministeriale summenzionato;

il successivo decreto legge n. 83/2014, convertito con modificazioni nella legge n. 106/2014, all’articolo 11, comma 4, ha modificato la scadenza per l’emanazione del decreto ministeriale portandola al 31 ottobre 2014;

ad oggi, essendo spirato quest’ulteriore termine senza l’adozione dell’atto previsto, non sono stati definiti né la lista dei siti per i quali occorra una specifica abilitazione, né la tipologia di abilitazione;

questa circostanza costituisce una grave lacuna normativa, lesiva per le guide turistiche italiane – in possesso di qualifiche e conoscenze approfondite su siti di preminente interesse storico, artistico o archeologico – visto che la deregolamentazione prevista può agevolare le guide dei Paesi membri dell’Unione europea prive della preparazione adeguata tesa a garantire la corretta divulgazione delle conoscenze relative –:

per quali motivi il Ministro interrogato non abbia ancora emanato il decreto che individua i siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico che necessitano di una specifica abilitazione e come s’intenda salvaguardare da ulteriori esami le guide turistiche che abbiano già conseguito l’abilitazione per quelle località.

PRODANI

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Guide turistiche – Le parole della Barracciu in commissione- 17 luglio 2014   Leave a comment

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