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Inutilizzo fondi recupero Palmanova – Interrogazione Mibact   Leave a comment

​Venerdì 22 settembre 2017, seduta n. 856

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

in data 16 marzo 2016, la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ed il sindaco di Palmanova Francesco Martines hanno firmato il protocollo d’intesa per la conservazione e la valorizzazione della Fortezza di Palmanova. Il comunicato stampa, pubblicato sul sito online della regione, ha evidenziato che «per gli interventi di conservazione e valorizzazione della Fortezza palmarina, lo Stato si impegna a mettere a disposizione un finanziamento di 3 milioni di euro nel triennio 2016-2017-2018 da destinare ai primi lavori di restauro, suddivisi in 500 mila euro nel 2016, 1,5 milioni nel 2017 e 1 milione nel 2018. Da parte sua la Regione dispone un finanziamento di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 (…)»;
«I cinque milioni complessivi, spalmati in tre anni, permetteranno la realizzazione degli interventi più urgenti, che riguardano le Caserme napoleoniche e i Bastioni. Per il Comune di Palmanova l’impegno è, da un lato, di supportare le azioni regionali e di attuare gli interventi del Protocollo, dall’altro di favorire l’intervento di soggetti privati e del mondo imprenditoriale nel progetto di valorizzazione e sviluppo di Palmanova, ampliando la ricerca anche alle risorse dei Fondi europei»;
Palmanova, situata in Friuli Venezia Giulia tra Udine e Aquileia, è uno dei più importanti modelli di architettura militare in età moderna. In particolare, durante la 41ª sessione del Comitato del patrimonio mondiale a Cracovia, la città è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Si tratta delle «opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di terra – Stato di mare occidentale», un sito seriale transnazionale, presentato dall’Italia, insieme a Croazia e Montenegro;
a seguito delle abbondanti precipitazioni che hanno interessato il Friuli Venezia Giulia nei giorni passati, il 15 settembre 2017 il Gazzettino di Udine ha informato del crollo di «un altro pezzo delle mura di Palmanova. Alcuni metri delle mura, a lato di Porta Udine, sono stati danneggiati infatti da una frana»;
il quotidiano riporta l’intervento del sindaco Francesco Martines il quale ha denunciato le «grandi difficoltà nell’utilizzare i fondi messi a disposizione dallo Stato e della Regione Fvg. Cinque milioni di euro già stanziati, che però non possiamo utilizzare per le grandi difficoltà nel trovare l’accordo con il Segretariato regionale del Mibact per il Friuli. Sono davvero arrabbiato a vedere la nostra città, patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, subire questa sorte. Basta burocrazia, bisogna agire subito perché i tempi per la progettazione e la concretizzazione sono di per sé lunghi»;
Martines ha, poi, affermato che «I cittadini non capiscono come sia possibile che un bene di tale valore storico possa subire questi danni. Io, in prima persona, come primo rappresentante del Comune ci metto la faccia e sento il malumore crescente delle gente a causa di questi crolli. Per questo continuo a chiedere al Ministero e Regione che nominino un commissario per velocizzare l’iter dei lavori e poterli far partire quanto prima. Già il crollo dell’ottobre 2016 ci è costato 250.000 euro per la sola messa in sicurezza. Altra soluzione sarebbe quella di girare tutti i fondi al Comune, attualmente 2 milioni sono in capo all’Amministrazione comunale mentre 3 sono di diretta gestione della Soprintendenza. Siamo pronti a farci carico della responsabilità dei lavori. Ma serve agire in fretta. Se io avessi avuto tutti i fondi, l’iter progettuale sarebbe già partito» –:
se il Ministro interrogato intenda chiarire le motivazioni delle difficoltà denunciate dal sindaco Martines in relazione all’utilizzo dei fondi stanziati e della problematicità nel trovare un accordo tra il sottosegretariato regionale del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e il comune di Palmanova;
quali urgenti iniziative di competenza intenda assumere per velocizzare l’iter dei lavori e permettere il recupero delle fortificazioni della città stellata. 

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Pubblicato 27 settembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera, FVG, X Commissione

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Mancate nomine struttura gestionale Museo Autonomo Miramare – Interrogazione Mibact   Leave a comment

​— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il castello ed il parco storico di Miramare, siti turistici di primo piano per la città di Trieste, sono una delle mete tra le più visitate del Friuli Venezia Giulia;
ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ed ai sensi della legge 6 luglio 2002, n. 137» il castello ed il parco di Miramare, essendo beni di interesse pubblico, sono soggetti al regime di tutela dei beni culturali;
con il decreto interministeriale n. 328 del 28 giugno 2016 «Conferimento dell’autonomia speciale agli istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale 23 gennaio 2016» il castello ed il parco di Miramare sono stati riconosciuti quali organismi dotati di autonomia speciale;
il decreto ministeriale 23 dicembre 2014 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha previsto, per i musei dotati di autonomia speciale, una struttura gestionale particolare, attribuita ad un direttore individuato attraverso un bando internazionale, un consiglio di amministrazione ed un comitato scientifico con funzione consultiva. Lo statuto è adottato dal consiglio di amministrazione del museo e approvato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, su proposta del direttore generale per i musei. Lo statuto è approvato entro sei mesi dal conferimento dell’incarico al direttore del polo museale regionale competente e/o al direttore del museo;
secondo l’articolo 9, comma 1, del decreto menzionato «sono organi dei musei dotati di autonomia speciale: a) il Direttore; b) il Consiglio di amministrazione; c) il Comitato scientifico; d) il Collegio dei revisori dei conti». Il comma 2 recita che «(…) spetta agli organi di cui al comma 1: a) garantire lo svolgimento della missione del museo; b) verificare l’economicità, l’efficienza, e l’efficacia dell’attività del museo; c) verificare la qualità scientifica dell’offerta culturale e delle pratiche di conservazione, fruizione e valorizzazione dei beni in consegna al museo.» In ultimo, secondo il comma 3 «la composizione degli organi collegiali di cui al comma 1 è determinata nel rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi»;
l’articolo 12, invece, prevede specifiche funzioni in relazione al Comitato scientifico. In particolare, il comma 2 riporta che: «il Comitato scientifico è composto dal direttore dell’istituto, che lo presiede, e da un membro designato dal Ministro, un membro designato dal Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”, un membro designato dalla Regione e uno dal Comune ove ha sede il museo. I componenti del Comitato sono individuati tra professori universitari di ruolo in settori attinenti all’ambito disciplinare di attività dell’istituto o esperti di particolare e comprovata qualificazione scientifica e professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali» Secondo il comma 3, invece, «(….) i componenti del Comitato Scientifico sono nominati con decreto del Mibact per una durata di cinque anni e possono essere confermati una sola volta (…)»;
dopo la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 10 grandi musei e parchi archeologi italiani, avviata il 27 maggio 2016 dalla seconda fase del decreto-legge n. 83 del 31 maggio 2014, convertito dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, come riportato da Il Piccolo di Trieste del 22 giugno 2017, si è insediata la storica dell’arte e curatrice museale Andreina Contessa, quale nuova direttrice del museo storico e del parco del castello di Miramare;
ad oggi, non risulta ancora pubblicato il decreto ministeriale di nomina riguardante il conferimento dell’incarico di funzione dirigenziale di direttrice del museo storico e del parco del Castello del Miramare ad Andreina Contessa. Tale situazione rende, di fatto, ancora incompleta la struttura organizzativa prevista, priva sia del consiglio di amministrazione che del comitato scientifico, senza contare che la mancata nomina posticipa ulteriormente i termini di approvazione dello statuto –:
alla luce dei fatti sopraesposti, quali siano i motivi del ritardo nella pubblicazione del decreto ministeriale relativo alla nomina della nuova direttrice del museo storico e del parco del Castello di Miramare e secondo quali tempistiche si intenda procedere;
quali siano le tempistiche relative alla costituzione del comitato scientifico. (4-17909)

Insufficienza personale del Mibact in Friuli Venezia Giulia – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

il Castello di Miramare, sito turistico di primo piano per la città di Trieste, è meta tra le più visitate del Friuli Venezia Giulia. Ai sensi degli articoli 10, 11 e 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il «codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137», il Castello ed il Parco di Miramare, essendo beni di interesse pubblico, sono soggetti al regime di tutela dei beni culturali; 

il decreto ministeriale 23 dicembre 2014 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha previsto, per i musei dotati di autonomia speciale, una struttura gestionale particolare, attribuita ad un direttore individuato attraverso un bando internazionale, un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico con funzione consultiva; 

con il decreto Interministeriale n. 328 del 28 giugno 2016 «Conferimento dell’autonomia speciale agli istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale di cui all’articolo 6 del decreto ministeriale 23 gennaio 2016» il Castello ed il Parco di Miramare sono stati riconosciuti quali organismi dotati di autonomia; 

dopo la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 10 grandi musei e parchi archeologici italiani prevista dalla seconda fase della «riforma Franceschini» il 22 giugno 2017, si è insediata la nuova direttrice del museo storico e del Castello e Parco di Miramare, Andreina Contessa; 

secondo la nota stampa del 4 luglio 2017 della Funzione pubblica, struttura di categoria della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil) del Friuli Venezia Giulia, Contessa «eredita una situazione piuttosto complicata, che rende davvero arduo l’obiettivo del rilancio turistico del sito. La circolare 135/2017 sulla mobilità interna relativa al personale del Ministero dei Beni artistici e culturali, infatti, attesta che a Miramare mancano 41 lavoratori, a fronte dei 29 attualmente in servizio. Nel dettaglio risultano assenti 8 addetti alla vigilanza, 10 assistenti tecnici, 1 informatico, 9 amministrativi, 2 ausiliari, 4 architetti, 1 addetto alla promozione, 1 restauratore, 3 storici dell’arte e 2 addetti alle tecnologie. Quanto al personale attualmente in servizio, esso è composto, oltre alla dirigente, da 26 addetti alla vigilanza, 1 assistente tecnico e 2 figure in utilizzo parziale dal Polo Museale»; 

Donatella Sterrentino, della segretaria regionale FP della Cgil Friuli Venezia Giulia ha dichiarato: «ci chiediamo come possa funzionare una struttura che ha più carenze che persone in servizio, un Museo che oltretutto è riconosciuto come polo di attrazione di turisti provenienti da tutto il mondo. Ma questo, purtroppo, è il risultato di anni del blocco del turn over della pubblica amministrazione, che invece avrebbe bisogno dell’inserimento di giovani qualificati che, invece di contribuire al rilancio del Paese, che ha nel suo patrimonio artistico e culturale uno dei suoi grandi punti di forza, vanno a ingrossare le file già troppo numerose di disoccupati e sono costretti sempre più spesso, anche nella nostra regione, a cercare lavoro e fortuna all’estero»; 

Il Piccolo, nell’articolo «Trieste, Miramare dimezzato: alla pianta organica mancano 41 pedine» ha riportato la denuncia della Fp Cgil Friuli Venezia Giulia, sottolineando come sia «inutile quindi aspettarsi miracoli dalla direttrice arrivata da Gerusalemme e dall’autonomia concessa dal Ministro del Mibact Dario Franceschini con relativa pianta organica»; 

tuttavia, quello di Miramare non è l’unico caso di carenza di organico a livello regionale. «In Friuli Venezia Giulia mancano 11 addetti alla Soprintendenza archivistica, 9 al Polo museale Fvg, 5 al Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e 3 a quello di Aquileia. Le eccedenze di organico sono poca cosa. In Friuli Venezia Giulia arrivano in tutto a 27. Non bastano neppure a sanare il buco enorme del solo neonato Museo autonomo di Miramare» –: 

quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda assumere al fine di ovviare alla grave carenza d’organico del Museo storico e del Parco del Castello di Miramare, e secondo quali tempistiche; 

alla luce dei fatti sopra esposti in premessa, come intenda sopperire all’insufficienza di personale presente nei poli museali, nei musei e nelle soprintendenze del Friuli Venezia Giulia, al fine di garantire il buon andamento e lo sviluppo delle strutture menzionate. (5-11789)

Aggiornamenti e contenuti portale Italia.it – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta 4-16979

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

l’ENIT, Agenzia nazionale del turismo, è l’ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, a cui è affidata la missione istituzionale di promozione dell’offerta turistica nazionale;

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 maggio 2015, registrato alla Corte dei conti il 29 maggio 2015 e adottato con delibera commissariale n. 6 del 2015, è stato approvato Io statuto di Enit; 

l’articolo 2, nel ridefinire le competenze di Enit, al comma 1, lettera f), recita: «svolgere le attività attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti con particolare utilizzazione di mezzi digitali, piattaforme tecnologiche e rete internet attraverso la gestione del portale “Italia.it”, nonché di ogni altro strumento di comunicazione ritenuto opportuno»; 

a giudizio degli interroganti, nel caso di Enit, la comunicazione puntuale dovrebbe risultare una fondamentale priorità ed il sito online, rappresentando il front office in versione digitale, dovrebbe contenere in maniera minuziosa le informazioni che l’Agenzia è obbligata ad inserire nelle proprie pagine web; 

per tale ragione, è fondamentale disporre un costante aggiornamento dei contenuti, che devono essere di facile consultazione, completi e attendibili. Risulta opportuno aggiornare a cadenze programmate il sito per verificare che i contenuti siano sempre attuali, soprattutto per quanto concerne la pubblicazione di dati statistici, bandi di gara, e ogni attività riguardante l’Istituto; 

il blog tuttosbagliatotuttodarifare, nell’articolo del 5 giugno 2017, ha analizzato il sito online di Enit e Italia.it, evidenziando alcune criticità. In particolare, ha sottolineato nella sezione specifica delle «news» la mancanza di traduzione in altre lingue all’infuori dell’italiano, infatti, «le ultime notizie pubblicate in altre lingue risalgono a Febbraio 2017. Nella versione cinese poi c’è sempre l’immancabile link in home-page a Expo 2015, di ben due anni fa»; 

inoltre, secondo quanto riportato dal blog nella parte «bandi di gara in corso» non compare alcuna pubblicazione di nuovi avvisi; 

nel sito internet Italia.it, per quanto concerne la sezione «Scopri l’Italia», a titolo esemplificativo, nella parte dedicata alla regione Liguria compare una foto rappresentante la Baia del Silenzio di Sestri Levante «che in realtà conduce alla scheda descrittivo-didascalica della città di Genova. Mentre la baia è citata solo a fine scheda»; 

l’Osservatorio nazionale del turismo (ONT), istituito con decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 6 aprile 2006, successivamente regolamentato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2007, è stato affidato all’ENIT con il decreto-legge «Art Bonus». L’Osservatorio nazionale del turismo ha compiti di studio, analisi e monitoraggio delle dinamiche economico-sociali e tecnologiche, qualitative e quantitative d’interesse turistico. Gli obiettivi fondamentali consistono nel: dare una visione sistemica della ricerca esistente sul turismo unificando le fonti e i dati; divulgare in tempo reale informazioni e dati scientificamente accreditati su trend e fenomeni turistici; fornire indicazioni previsionali e strategiche utili per le strategie di promozione del sistema Paese e per la comunicazione, promozione e commercializzazione dell’offerta turistica; 

per quanto riguarda la pagina online dedicata all’Ont, le ricerche monografiche, periodiche, i trend, la sezione inerente i documenti ufficiali di studio e ricerca sul turismo delle regioni italiane, la parte che raccoglie tutti i documenti di carattere strategico e di pianificazione realizzati ai diversi livelli territoriali, nazionali e internazionali, relativi alle politiche di sviluppo turistico, risultano poco aggiornati. Il capitolo ideato per gli «eventi» non presenta alcuna informazione. I dati ufficiali provenienti da Banca d’Italia, sui movimenti turistici alle frontiere, dei viaggiatori italiani all’estero e di quelli stranieri in Italia, a partire dal 2004, sono «fermi al 2014» –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato intenda chiarire le ragioni dell’esiguo aggiornamento del portale online dedicato all’Osservatorio nazionale del turismo; 

se e quali iniziative, di concerto con Enit, intenda assumere, per garantire un aggiornamento del portale regolare e sistematico, caratterizzato da tempistiche costanti e da contenuti online completi, fondamentali per informare i cittadini di tutte le attività che caratterizzano l’Agenzia nazionale del turismo. (4-16979)

Assunzioni settore beni culturali – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16869

presentato da

PRODANI Aris

testo di

Mercoledì 7 giugno 2017, seduta n. 810

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

dal 22 maggio al 7 giugno 2017 si è svolto a Napoli il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile, promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile, e caratterizzato da oltre duecento eventi su tutto il territorio; 

il sito online di Repubblica, nell’articolo del 22 maggio, ha dichiarato che «lo scopo della manifestazione è richiamare l’attenzione sui diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile e sull’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che l’Italia ha sottoscritto nel 2015»; 

come riportato dal quotidiano, durante l’inaugurazione dell’evento, il Ministro interrogato ha annunciato «mille assunzioni nel settore dei beni culturali, che avverranno presto»; 

il Ministro, nell’occasione, ha evidenziato che «nel settore dei beni culturali non si fanno assunzioni da anni. Stiamo finendo adesso un concorso per cinquecento archeologi, storici dell’arte, bibliotecari, archivisti e antropologi. Siamo riusciti a passare, con una norma, da cinquecento a ottocento assunzioni, e io ho l’intento, a breve, di passare da ottocento a mille»; 

inoltre, il Ministro ha aggiunto che «investire in cultura è il miglior antidoto a tutti i mali di questo tempo, e al Mibact arriveranno tanti giovani di alta professionalità. È una vera e propria boccata d’ossigeno, anche rispetto al fatto che all’università si sono moltiplicati i corsi sui beni culturali, creando a volte aspettative troppo alte»; 

nel corso del suo intervento il Ministro ha ricordato come «molte delle attività messe in campo dal Governo in tema di cultura siano state immaginate pensando di correggere una distorsione. Noi tutti siamo orgogliosi del vasto patrimonio materiale e immateriale che abbiamo ma sembriamo rassegnati al fatto che si legga meno, si vada meno a teatro e al cinema. La rassegnazione è uno sbaglio tragico, ma ci sono finalmente, dal 2015, indicatori positivi che dimostrano che si può invertire la tendenza» –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato intenda chiarire le tempistiche e le modalità previste per le nuove assunzioni nel settore dei beni culturali. (4-16869)

Valorizzazione ostelli e turismo giovanile – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16635

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

secondo quanto riportato dal sito http://www.academy.formazioneturismo.com «uno studio effettuato dal World Travel & Tourism Council stima che il movimento giovanile indipendente, in Italia, sia pari all’8 per cento del flusso estero ed al 10 per cento del turismo domestico. Oltre 6 milioni sono i giovani che, tra italiani e stranieri, si muovono nel nostro Paese in cerca di libertà e svago soprattutto nei mesi estivi. Inoltre, secondo un’indagine effettuata dall’European Travel Commission, i ragazzi si orientano per la maggior parte verso le zone costiere (61 per cento). Le cause della crescita sono caratterizzate da un interesse nei confronti degli aspetti culturali italiani e da alcuni importanti eventi di notevole attrazione per i giovani stranieri»; 

l’Associazione italiana alberghi per la gioventù, nel comunicato stampa dell’11 aprile 2017, ha annunciato la firma del protocollo d’Intesa con l’Associazione nazionale comuni d’Italia per la promozione, nelle sedi istituzionali, del turismo giovanile e la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale; 

nello specifico, le due organizzazioni intendono promuovere, attraverso il progetto denominato «Un ostello per ogni città», un’azione di sensibilizzazione delle amministrazioni comunali per la diffusione del modello di accoglienza legato agli alloggi per la gioventù; 

gli ostelli della gioventù sono complessi ricettivi attrezzati per ospitare, per un periodo di tempo limitato, i giovani turisti in transito ed i loro accompagnatori; 

secondo l’AIG l’ostello «è diventato un centro di aggregazione sociale, ossia un luogo di incontro in cui poter attivare iniziative congiunte, culturali ed educative e momenti di inclusione ed integrazione. Con il protocollo, l’ANCI auspica il riconoscimento delle articolazioni territoriali dell’AIG come interlocutori diretti dei comuni per la realizzazione delle varie iniziative di promozione turistica, nonché l’inserimento di rappresentanti della stessa associazione nelle Commissioni turistiche comunali e di promozione del territorio; quindi il formale riconoscimento di AIG presso le regioni, quale interlocutore nella programmazione della politica turistica»; 

il progetto intende ampliare l’attività anche del recupero di immobili inutilizzati. Il presidente nazionale di AIG Filippo Capellupo ha spiegato che saranno avanzate delle richieste per prendere in gestione dagli Enti comunali, «in qualunque forma utile e cioè con affiliazione, gestione diretta, affidamento, partnership privata o privata, cooperative, strutture comunali in disuso, dimore storiche, edifici inutilizzati o abbandonati, e quant’altro sia idoneo ad essere trasformato in un nuovo e moderno ostello e in una struttura di ospitalità e di promozione culturale al servizio delle città e del Paese. Trasformarle in ostelli significherebbe salvarle dal degrado. E quando, e se, si tratta di strutture in buono stato, vorrebbe dire renderle immediatamente redditizie, oltre che prestate ad una causa sociale, culturale, comune e nazionale»; 

come riportato da notizie apparse sugli organi di informazione, alla luce della riduzione, negli ultimi anni, dei partecipanti ai viaggi di istruzione, Capellupo ha dichiarato che il rilancio degli ostelli, caratterizzato dalla disposizione di strutture accoglienti ed economiche, potrebbe favorire una maggiore partecipazione degli studenti e uno sviluppo delle gite italiane ed estere; 

in ultimo, l’iniziativa prevede una campagna di sensibilizzazione ed informazione, sulla diffusione del modello di accoglienza relativo agli alloggi della gioventù, con incontri, tavole rotonde e conferenze stampa in ogni capoluogo di regione –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se e quali iniziative il Ministro interrogato, di concerto con le associazioni e gli enti competenti, intenda assumere per promuovere e potenziare lo sviluppo del turismo giovanile; 

se intenda assumere iniziative per valorizzare la rete di strutture per l’accoglienza dei giovani, con particolare riferimento agli ostelli della gioventù. (4-16635)

Scontro tra Mise e Mibact su Promuovitalia – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Interrogazione a risposta scritta 4-16634

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: 

Promuovi Italia spa è una società pubblica, controllata al 100 per cento dall’Enit e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, attiva nell’assistenza tecnica alla pubblica amministrazione e nella realizzazione di progetti finanziati dal Ministero dello sviluppo economico e dal Dipartimento del turismo. La società è stata creata nel 2004 con lo scopo di supportare «l’occupazione e lo sviluppo dell’industria turistica»; 

dagli articoli pubblicati sugli organi di stampa, nel corso degli anni, si è appreso dei numerosi problemi che la società ha dovuto affrontare. «(…) A fine 2013,» ha riportato Wired, aveva quasi 8 milioni di liquidità, e oltre 25 milioni di euro di commesse acquisite e a distanza di un anno si è ritrovata con un buco di 17 milioni di euro, con i dipendenti senza stipendio e i dirigenti indagati. Tale situazione ha compromesso l’operatività dell’azienda che, nel 2013, non ha provveduto al deposito del bilancio d’esercizio; 

il decreto-legge del 31 maggio 2014, n. 83, recante «Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo», convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, all’articolo 16, ha disposto la messa in liquidazione di Promuovi Italia spa; 

come è stato ricordato da Alberto Crepaldi nell’articolo del 10 maggio 2017 pubblicato sul sito online http://www.glistatigenerali.com, «sono trascorsi tre anni dal varo del decreto Art Bonus, con cui il Ministro Dario Franceschini si proponeva di rivoluzionare il settore del turismo. L’attesa rivoluzione non c’è stata. Mentre si è rivelata un disastro la riorganizzazione degli enti deputati a declinare le politiche nazionali sul settore»; 

nello specifico, Crepaldi ha ricordato le ultime vicende di Promuovitalia, caratterizzate, soprattutto, dal conflitto giudiziario tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministero dello sviluppo economico; 

lo scontro tra i due dicasteri «riguarda l’annullamento della sentenza di fallimento e il recupero di un credito milionario che il Mise vantava nei confronti della società controllata da Enit, prima che venisse messa in liquidazione dal Mibact»; 

infatti, il 21 novembre 2016 il Ministero dello sviluppo economico ha presentato un ricorso presso la Corte di Cassazione contro il fallimento della società in liquidazione per ottenere la cassazione della sentenza n. 6176/2016 in relazione «all’applicabilità della disciplina dettata dal decreto legislativo n. 175 del 2016, alle sentenze dichiarative di fallimento (…); e alla ricomprensione della categoria delle cosiddette società in house providing in quella delle “società a partecipazione pubblica” con conseguente assoggettabilità alle procedure concorsuali» rinviando così la causa alla Corte d’appello di Roma, «affinché questa definisca le questioni di merito»; Crepaldi ha riportato che «la Suprema Corte, proprio nelle prossime settimane, dovrebbe pronunciarsi sul ricorso»; 

i problemi attraversati da PromuoviItalia sono stati illustrati dal primo firmatario del presente atto nell’interrogazione n. 4-14999, ancora senza risposta –: 

se il Governo intenda intervenire in maniera tempestiva e fare chiarezza sui fatti esposti in premessa, spiegando le ragioni del fallimento di Promuovi Italia e le criticità emerse a seguito delle divergenze sopra riportate tra i due Ministeri. (4-16634)