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Sviluppare le infrastrutture digitali nel settore turistico – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 29 e 30 novembre 2017 si è tenuta a Firenze la X edizione del Buy Tourism Online (Bto), evento italiano di riferimento sulle connessioni tra turismo, innovazione e tecnologia e o di dibattito che ha coinvolto i maggiori esperti di turismo digitale. Un confronto promosso da regioni italiane e sviluppato assieme alla regione Toscana e a Toscana promozione turistica;

secondo Webitmag.it, «i main focus della fiera, che hanno coinvolto 100 esperti suddivisi in 10 tavoli di lavoro, sono stati il coinvolgimento dei cittadini nella narrazione della destinazione turistica, l’utilizzo dei big data per profilare la domanda e i movimenti dei flussi turistici, la necessità di talenti in grado di trasformare le informazioni presenti in rete in offerte turistiche su misura»;

Alberto Peruzzini, direttore di Toscana promozione turistica, ha sottolineato come «i Big data da soli non bastano, occorre sviluppare le professionalità necessarie per lavorare su un turismo innovativo, uscendo dallo stereotipo e cercando nuove forme di narrazione e narratori»;

Alessio Beltrame, capo segreteria del Sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli, ha dichiarato: «L’incontro è stato anche l’occasione per ripensare al progetto wi-fi Italia che è stato presentato in occasione della prima edizione di Ecosistemi Digitali. Una rete che ha iniziato a crescere, offrendo la possibilità, non solo di migliorare l’esperienza dei cittadini, e dei turisti per accedere al wi-fi, ma anche di raccogliere i dati per analizzare i flussi turistici e poter creare nuovi servizi innovativo»;

secondo Francesco Palumbo, direttore generale del turismo del Ministero dei beni culturali e ambientali e del turismo «Ecosistemi Digitali non è solo un evento ma un momento di lavoro che coinvolge privati e settore pubblico per capire insieme dove lavorare al meglio e dove investire nei prossimi piani attuativi del Piano Strategico di Sviluppo del Turismo»;

nel corso del dibattito, Giovanni Bastianelli, direttore di Enit ha commentato: «Dobbiamo essere concreti e imparare a sfruttare le opportunità del digitale non solo come vetrina ma anche come strumento per vendere le nostre eccellenze turistiche. I turisti stranieri devono avere un rapido accesso alle informazioni e comprare più facilmente i nostri servizi»;

il Sole 24 ore, nell’articolo del 2 dicembre 2017, analizzando il dibattito emerso durante la Bto, ha riportato come «gli assessori al turismo di Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli, coordinati dal Ministero dei Beni culturali e del turismo, hanno firmato un’intesa che punta a un miglior governo dei flussi turistici, condivisione delle buone pratiche, unione delle forze per cercare soluzioni al fenomeno dell’overtourisme»;

nello specifico, «per la gestione dei flussi turistici, le cinque città menzionate stanno lavorando a sistemi di raccolta, monitoraggio e gestione dei dati in tempo reale, in modo da poter informare il viaggiatore sui luoghi più affollati, consigliandone altri. L’intesa prevede anche la sperimentazione di un registro cittadino per le locazioni turistiche, al quale dovrebbero essere iscritti tutti coloro che vogliono lavorare con intermediari e piattaforme online»;

per quanto concerne la gestione dei flussi turistici, il comune di Firenze ha presentato, proprio alla Bto, «Destination Florence, una piattaforma online promossa da Comune e Convention bureau che punta a gestire l’invasione turistica grazie a una tecnologia che monitora le presenze, le modalità di fruizione e gli orari nei luoghi più frequentati, e permette di conoscere provenienza e abitudini dei turisti per indirizzarli»;

Destination Florence «utilizza la piattaforma open source Km4City, sviluppata dall’Università di Firenze, che aggrega dati statistici di regioni e città, come i flussi di veicoli e di persone aggiornati in tempo reale, o i punti di interesse, per permettere l’erogazione di servizi smart» –:

alla luce dei fatti esposti, quali iniziative intenda assumere per sviluppare le infrastrutture digitali nel settore turistico e se intenda definire chiaramente gli obiettivi futuri;

se e quali iniziative, simili al modello fiorentino, il Governo intenda per gestire in tempi celeri il sovraffollamento turistico nelle grandi città d’arte.
(4-18857)

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Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo

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Guide turistiche: definire una normativa complessiva di riordino delle professioni turistiche – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 15 novembre 2017 i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche sono stati ascoltati in audizione dal coordinatore della Commissione turismo della Conferenza delle regioni, Giovanni Lolli. L’audizione si è tenuta per discutere dello «schema di intesa inerente i requisiti di accesso all’esercizio della professione di guida turistica»;

in merito alla bozza del documento riguardante l’intesa, le associazioni di categoria hanno manifestato «la necessità di una norma primaria di livello nazionale che fornisca la definizione di guida turistica, necessità condivisa anche dalle Regioni per quanto pronte a firmare un’intesa cosiddetta forte; la richiesta di ponderare al meglio l’attuale definizione di guida turistica che appare essere limitativa, nonché l’opportunità di esplicitare, nella norma transitoria (articolo 10 del testo provvisorio), che coloro che hanno conseguito il titolo di guida lo manterranno anche dopo l’entrata in vigore dell’Intesa»;

inoltre, le stesse associazioni hanno espresso, «sempre all’articolo 10, la possibilità di arginare il dilagare dei corsi di formazione, prevedendo un termine al di là del quale il corso dovrà necessariamente rientrare nell’ambito di applicazione della nuova normativa, per quanto appaia difficile individuare una data certa che possa essere giuridicamente sostenibile. Hanno rimarcato la necessità di prevedere aggiornamenti formativi periodici ed obbligatori, che garantirebbero un costante approfondimento di nuove conoscenze a garanzia della qualità del servizio reso; l’esigenza di chiarire che l’esame deve esse pubblico e tenuto ad esclusione dei rappresentanti degli Enti di formazione»;

in ultimo, hanno comunicato «l’opportunità di prevedere la sola laurea specialistica quale titolo di accesso all’esame abilitante, la necessità di prevedere l’esame orale in lingua straniera, anche previo pagamento da parte del candidato del relativo onere economico, piuttosto che la presentazione della sola certificazione e la richiesta di una legge statale per regolamentare la professione citata, non un’intesa, la quale potrebbe essere vista quale soluzione temporanea nell’attesa di un progetto di riordino complessivo che passi attraverso gli organi parlamentari»;

nel corso dell’audizione, l’Angt ha espresso la sua ferma opposizione nei confronti degli atti che sono stati predisposti dal Coordinamento delle regioni. Adina Persano, presidente di Angt ha dichiarato: «consideriamo il documento di Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sulla Guida Nazionale uno sfregio alla professione e all’articolo 9 della Costituzione. La legge di riordino di una professione non può essere istituita con un’Intesa tra lo Stato e le Regioni, ma con leggi del Parlamento italiano»;

l’Angt chiede «al Mibact, e anche alle Regioni che hanno a cuore il loro patrimonio e la ricchezza dei loro beni culturali, di non sottoscrivere l’Intesa ma di chiedere formalmente una vera e corretta legge di riordino, con esami rigorosi per formare professionisti seri e consapevoli del loro ruolo nel turismo. Angt dichiara formalmente lo stato di agitazione se le Regioni continueranno nella loro perseveranza e volontà di procedere riservandosi di denunciare ogni atto illegittimo all’autorità giudiziaria»;

in ultimo, Persano ha evidenziato come «nel testo predisposto dalle Regioni non convincano le regole poco chiare ma, soprattutto, esprimiamo la nostra forte contrarietà per i corsi formativi gestiti da enti privati che hanno peraltro già dimostrato il loro fallimento nella forma e nei contenuti. La professione non può essere preda di interessi privati. Siamo convinti della necessità di attivare percorsi universitari seri e rigorosi. Non dimentichiamo che la professione di Guida Turistica è profondamente connessa alla corretta conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale della Nazione; ma anche alla tutela del “turista-consumatore”, che ha diritto ad usufruire di un servizio di livello adeguato, reso da soggetti che abbiano previamente dimostrato la conoscenza specifica del medesimo»;

con precedenti atti di sindacato ispettivo, da ultimo l’interrogazione n. 4-18166 del 16 ottobre 2017, il primo firmatario del presente atto ha sollecitato urgenti iniziative ai fini del riesame della disciplina della professione di guida turistica. Tuttavia, il Governo non ha adottato alcuna iniziativa in merito –:

quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato in relazione ai fatti esposti;

quali opportune e urgenti iniziative normative intenda assumere per regolamentare il settore menzionato;

se intenda assumere iniziative volte ad accogliere le richieste esposte dall’Angt e dai rappresentanti dei sindacati e delle associazioni nazionali delle guide turistiche durante l’audizione riportata in premessa;

se intenda assumere urgentemente iniziative per definire una normativa complessiva di riordino delle professioni turistiche, che preveda esami specifici per formare professionisti qualificati all’interno del settore menzionato.
(4-18728)

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Pubblicato 5 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Federculture 2017: incentivare partecipazione culturale di famiglie a basso reddito – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 7 novembre 2017 è stato presentato, presso il Palaexpo di Roma, il 13° rapporto annuale di Federculture (Federazione delle aziende e degli enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero) dal titolo «Impresa Cultura. Gestione, Innovazione, Sostenibilità». Si tratta di una pubblicazione che fornisce una fotografia dettagliata della cultura nel nostro Paese;

nel corso dell’evento, il Ministro interrogato, elaborando una sintesi del lavoro svolto dal suo Dicastero e delle riforme attuate, ha sottolineato l’importanza degli interventi apportati al settore culturale;

il rapporto di Federculture ha comunicato dati contrastanti: «tra il 2013 e il 2016 la spesa in cultura e ricreazione degli italiani è aumentata del 7 per cento. La regione che anche nel 2016 mostra una maggiore propensione ai consumi culturali è il Trentino Alto Adige (209 euro), seguita da Lombardia (177 euro) ed Emilia Romagna (166 euro). In fondo alla classifica sono presenti: Molise (59 euro), Basilicata (60 euro) e Calabria (62 euro)». Tuttavia, «il confronto fra il 2008 e il 2016 indica un aumento della quota di persone di 6 anni e più che non partecipa in nessun modo alla vita culturale (raggiunge il 37,4 per cento, rispetto al 34,0 per cento del 2008). Anche coloro che riportano uno o due episodi al massimo di esperienze culturali sono passati dal 34,7 per cento del 2008 al 32,7 per cento del 2016»;

la partecipazione alle attività culturali è fortemente connessa con il livello di benessere delle famiglie, con il titolo di studio posseduto dalle persone e con le caratteristiche anagrafiche. Nelle famiglie a basso reddito, in particolare quelle nelle quali sono presenti anche stranieri, si verificano fenomeni di di vera e propria «esclusione culturale», con una quota di mancata partecipazione che supera il 55 per cento degli appartenenti a questo gruppo sociale; percentuale di esclusi dalla pratica culturale che sfiora il 70 per cento tra le famiglie con stranieri residenti al Sud e nelle isole. I valori più alti di astensione culturale, tra il 40 e il 50 per cento si registrano comunque in tutti i gruppi a basso reddito, mentre è evidente lo scarto man mano che si sale la scala sociale e reddituale fino ad arrivare alla «classe dirigente» nella quale la non partecipazione riguarda appena il 9 per cento degli appartenenti a questo gruppo;

nella stessa giornata, il sito online Key4biz, analizzando il Rapporto, ha riportato quanto è stato spiegato da Federculture: «non tutto nel settore va bene, le note positive non devono far dimenticare le criticità che tuttora permangono. Un dato su tutti: la lettura nel nostro Paese è ancora abitudine di pochi, solo il 40,5 per cento degli italiani legge almeno un libro l’anno e appena l’8,3 per cento lo fa in formato e-book. Un dato che è costantemente in calo da diversi anni: i lettori erano il 46,8 per cento nel 2010»;

infine, il quotidiano italiano sulla digital economy e sulla cultura del futuro, citando il documento «Minicifre della cultura 2014», pubblicato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che riassume i dati relativi alla cultura in Italia, si interroga sui motivi per i quali «l’Ufficio Studi del Ministero abbia sospeso questa raccolta di dati, e, più in generale, perché si presti poca attenzione al “sistema informativo” del dicastero, e ci si debba affidare a soggetti esterni e non istituzionali» –:

in relazione ai fatti esposti, quali iniziative intenda assumere per incentivare la partecipazione alle attività culturali delle famiglie a basso reddito;

se intenda motivare l’interruzione della pubblicazione, dal 2015 ad oggi, del documento «Minicifre della cultura».
(4-18453)

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Pubblicato 10 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Potenziare l’offerta digitale dei servizi turistici – Interrogazione al Mibact e al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere – premesso che:

dal 12 al 14 ottobre 2017 si è tenuta, presso la Fiera di Rimini, la cinquantaquattresima edizione di TTG Incontri 2017, il principale marketplace del turismo B2B (business to business) in Italia;

durante la seconda giornata, è stato presentato lo studio elaborato dall’Osservatorio innovazione digitale nel turismo della School of management del Politecnico di Milano. Come riportato dall’articolo pubblicato il 14 ottobre 2017 da TTGItalia.com, «la ricerca ha analizzato i comportamenti nel web di chi cerca, sceglie e prenota un viaggio, ma anche di chi si occupa dell’offerta al consumatore, dai grandi player del settore ai piccoli esercenti»;

secondo la relazione, «a fine 2017 il mercato Travel italiano varrà oltre 55 miliardi di euro, con una crescita del 4 per cento rispetto al 2016. La crescita è generata principalmente proprio dalla componente digitale che, con un valore complessivo di quasi 11,2 miliardi di euro, rappresenta oltre un quinto del mercato e fa segnare un aumento del 9 per cento rispetto a dodici mesi fa (quando l’incremento annuale si era fermato all’8 per cento); mentre la componente tradizionale cresce del 3 per cento e raggiungerà quota 43,8 miliardi»;

Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio, ha spiegato che «il mercato dei viaggi in Europa vive un momento di ripresa e cresce grazie, anche, alle nuove opportunità offerte dal digitale agli attori tradizionali, e alla capacità delle Internet Company di espandere il proprio business. In Italia, dove il contesto competitivo è molto più frastagliato, il mercato comunque cresce del 3-4 per cento.
Per gli attori del sistema di offerta è quindi un momento propizio per costruire quelle reti digitali: big data analytics, intelligenza artificiale e realtà aumentata diventeranno sempre più centrali e la velocità con cui si sapranno comprendere e sfruttare questi nuovi fenomeni nei prossimi 3-5 anni stabilirà chi subirà l’innovazione rispetto a chi riuscirà a darsi un ruolo sul mercato»;

la ricerca ha delineato anche l’identikit del turista digitale italiano, mettendo in evidenza che «non esiste più una categoria omogenea di questo utente, piuttosto esistono macro-classi di viaggiatori che utilizzano Internet con intensità e scopi diversi». In merito, esistono i «voraci digitali», pari al 42 per cento che utilizzano prevalentemente internet per le prenotazioni come un marketplace, in cui i molteplici stimoli in logica di cross-buying fanno sì che l’acquisto di un prodotto traini altri. Nello specifico, questi utenti spendono più della media, fanno maggior uso del mobile e prenotano con maggior anticipo; i «selettivi digitali», pari al 58 per cento che invece prenotano last minute e utilizzano la Rete in modo meno intenso, soprattutto per ricerca e condivisione;

per quanto concerne l’offerta del sistema turistico italiano, il comparto nel quale la trasformazione digitale si è maggiormente sviluppata è quello delle «strutture ricettive, che si trovano in questo momento a gestire il passaggio dall’adozione degli strumenti digitali a un governo efficace degli stessi (…). Le strutture che riescono ad avere una percentuale maggiore di prenotazioni dirette sono quelle che puntano su una relazione stabile con il cliente e usano strumenti promozionali come email marketing verso i propri contatti»;

Eleonora Lorenzini, dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano, ha spiegato come «nel mercato italiano, siano diversi i macro-trend trasversali che è importante non trascurare. Si stanno costruendo enormi flussi turistici digitali legati al business travel che vanno intercettati nel breve termine da parte dell’offerta. (…) Le attività in destinazione (come ristorazione, musei, parchi, escursioni) si stanno digitalizzando e la fisicità che comportano può garantire una difendibilità superiore rispetto ai servizi che i grandi player internet internazionali possono offrire con economie di scala impareggiabili». Infine, «alcune aziende esponenti del mondo tradizionale dei viaggi stanno iniziando a collaborare con startup e fornitori di tecnologia, anche se non sempre in modo efficace e con eccessiva rigidità da entrambe le parti. Questo percorso verso smart workingopen innovation e approccio basato sui dati dovrà continuare con costanza, mutuando esperienze che da anni sono state fatte in altri settori per evitare di commettere errori già visti» –:

se il Governo intenda definire chiaramente le strategie future volte a potenziare l’offerta digitale dei servizi turistici;

come si intenda sviluppare e rafforzare l’utilizzo degli strumenti digitali e tecnologicamente avanzati, con l’obiettivo di valorizzare e incrementare l’attività turistica italiana.
(4-18335)

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Pubblicato 6 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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Applicazioni videogiochi in ambito museale – Interrogazione al MIBACT   Leave a comment

PRODANI— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

secondo l’ultimo rapporto realizzato dall’Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani (Aesvi) e presentato l’11 maggio 2017 a Milano, in occasione dell’evento «Videogiochi: una passione senza età», «in Italia il settore video ludico è caratterizzato da un pubblico di appassionati sempre più ampio, adulto e in continua crescita (…)»;
lo studio sottolinea che il mercato dei videogiochi in Italia «chiude il 2016 in positivo con un giro d’affari di oltre un miliardo di euro e un trend in crescita dell’8,2 per cento rispetto al 2015. Si registra inoltre una crescita nelle vendite in tutti i segmenti di mercato considerati, come software (+11,9 per cento), console (+2,3 per cento) e accessori (+3,7 per cento)»;
Il Piccolo di Trieste, il 21 marzo 2017, analizzando gli aspetti positivi dei videogiochi, ha riportato come possano «stimolare i processi mentali, come la memoria e la capacità di ragionare; ma anche la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. I videogiochi faciliterebbero l’approccio alla cultura e al pensiero tecnologico, stimolano la creatività, migliorano la prontezza dei riflessi e soprattutto allontanano la noia»;
l’Agenzia giornalistica Italia (Agi), il 20 giugno 2017, ha informato come «il mondo dei videogame sia anche un campo di sperimentazione di tecnologie e strumenti applicabili in altri contesti, quali quelli della realtà virtuale utilizzabile ad esempio nel settore culturale. Di recente è stata aperta al pubblico la possibilità di visitare “l’Ara com’era”, un racconto multimediale, tra storia e tecnologia in una visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis, nella quale personaggi, gesti, divinità e animali si animano in 3d per illustrare, insieme al colore, le origini di Roma e della famiglia dell’imperatore Augusto»;
il 29 settembre 2017, in occasione dell’apertura della Milan Games Week, in un’intervista a Il Corriere della sera, il Ministro interrogato si è espresso riguardo al valore ed al patrimonio culturale dei videogiochi;
il Ministro ha dichiarato come il settore sia in grande espansione in Italia: «Un settore in grado di attirare le grandi produzioni internazionali e i talenti, che ha bisogno di crescere e che, tuttavia, finora ha ricevuto poche attenzioni dallo Stato. Oggi, grazie all’estensione del tax credit audiovisivo anche alle produzioni di videogame, c’è finalmente un primo importante riconoscimento. Ne seguiranno altri. La nuova Cinecittà, per esempio, avrà anche un ruolo di snodo nazionale per il settore con attività di ricerca e sviluppo, studi di produzione videoludica, formazione. In questo modo, si sfrutteranno al meglio le potenzialità connesse al rapporto tra le varie industrie e mestieri dell’audiovisivo: cinema, televisione, videogame. E si riuscirà a sostenere l’internazionalizzazione del settore e il rientro di tanti giovani talenti italiani ora impiegati con successo nelle grandi società di produzione mondiali»;
inoltre, «i videogame sono strumenti per la mediazione, la partecipazione, il coinvolgimento delle persone. Penso al ruolo crescente che avranno i giochi di simulazione reale o la realtà virtuale per le nostre società nel prossimo futuro. Chi visita un museo oggi vuole vivere un’esperienza piena, che spesso va oltre il tempo vero e proprio dedicato alla permanenza nelle sale (…)»;
il Ministro interrogato, ha affermato come i videogame e possano essere importanti per l’apprendimento: «Partiamo per esempio da Minecraft, che è un gioco dai risvolti differenti, in cui convivono insegnamenti di matematica, educazione civica, geometria e anche di filosofia. (…) Credo fortemente nella potenza del videogame. Lo stesso Piano Nazionale Scuola Digitale riconosce le potenzialità dell’apprendimento attraverso il gioco. Si pensi alle applicazioni nell’ambito delle politiche di integrazione, per lo studio linguistico o negli insegnamenti scolastici dei vari gradi»;
il Ministro ha concluso la sua intervista affermando che il videogioco «è un’arte che coinvolge nelle produzioni delle vere e proprie fabbriche di creativi: dai disegnatori ai pittori, dagli scultori 3D agli architetti fino a fisici e matematici, dimostrandosi tra l’altro un’arte con ottime prospettive occupazionali per molte di quelle professioni che, generalmente, hanno più difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro» –:
alla luce dei fatti esposti in premessa, se intenda spiegare chiaramente quali saranno i progetti futuri volti a favorire e sviluppare il settore video ludico;
se intenda assumere iniziative per stimolare i collegamenti tra l’ambito museale e quello dei videogiochi, finalizzati ad accrescere la visibilità del museo nei confronti di nuovi pubblici e a determinare una maggiore interazione con il visitatore. 
(4-18163)

Direttiva sul copyright – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

PRODANI — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il 14 settembre 2016, la Commissione europea ha presentato ufficialmente al Parlamento europeo la nuova «direttiva sul copyright» che include dei piani per una nuova tassa sui link, ossia la concessione di nuovi ampi poteri per la pubblicazione di frammenti di testo utilizzati in collegamenti ipertestuali che dovranno essere pagati agli editori;
il 2 maggio 2017 come riportato dalla nota stampa del Ministero dei bene e delle attività culturali e del turismo, il Ministro interrogato e il Ministro della cultura e della comunicazione della Repubblica francese Audrey Azoulay hanno firmato a Parigi una dichiarazione congiunta sul diritto d’autore, «che impegna Italia e Francia a individuare posizioni comuni per promuovere e preservare il fondamento della creatività nel contesto della riforma del quadro europeo del settore promossa dalla Commissione europea, in particolare mantenendo fermo il principio della territorialità del diritto d’autore, chiave di volta per il finanziamento e la diffusione della cultura»;
«I due Paesi ritengono che tale riforma debba infatti essere parte integrante di una autentica strategia europea della cultura nell’era digitale, per favorire non solo l’accesso del pubblico alle opere, ma anche per sostenere la giusta remunerazione dei creatori e la continuità dell’economia della cultura, oltre che la diversità delle opere realizzate e la libertà di scelta del pubblico, attraverso un’adeguata responsabilizzazione degli intermediari online di opere protette da copyright»;
«A tale proposito Italia e Francia reputano che, insieme alle proposte relative al diritto d’autore nel mercato unico digitale, sia indispensabile e urgente garantire l’aggiornamento e l’armonizzazione di un quadro efficace per l’effettiva tutela di tali diritti, in particolare per quanto riguarda le attività online»;
la dichiarazione è stata accolta favorevolmente dalla Società italiana degli autori ed editori (Siae) che ha sottolineato come «l’impegno dei due Paesi sia in linea con la lettera promossa da IAE e sottoscritta dalle diverse Associazioni di categoria, consegnata proprio al Ministro Franceschini lo scorso mese di gennaio». In particolare, SIAE e le Associazioni di tutti i settori di Italia Creativa hanno chiesto al Governo «attenzione e sostegno nella difesa dell’intera filiera dalle concrete minacce allo sviluppo e nella protezione dei diritti degli autori dei contenuti creativi e culturali in Europa nella proposta di Direttiva Copyright». Secondo SIAE «l’accordo siglato è un passo fondamentale per una sfida che, a livello europeo, rappresenta 7 milioni di lavoratori, che operano nelle industrie creative e culturali e che necessitano di particolare attenzione e tutela»;
come riportato dal sito online http://www.agendadigitale.eu «il cosiddetto pacchetto Copyright si compone di una Direttiva sul Copyright, e infine di un regolamento, che fa direttamente riferimento alla Direttiva SatCab»;
la direttiva SatCab 93/83/EEC «facilita la ritrasmissione via satellite e via cavo di programmi radiotelevisivi da altri Paesi Membri. Grazie alla Direttiva, oggi un gran numero di canali Tv sono disponibili in Paesi diversi da quello di origine, col risultato di rafforzare la diversità culturale. Tra le iniziative del Mercato Unico Digitale, la revisione della Direttiva SatCab si pone l’obiettivo di verificare la necessità di ampliarne il campo di applicazione, estendendolo alle trasmissioni online dei broadcaster, e di adottare ulteriori misure per migliorare l’accesso transfrontaliero ai servizi delle emittenti radiotelevisive in Europa»;
il 3 settembre 2017 a Venezia si è svolto il seminario sulla proposta di regolamento SatCab, un incontro di natura tecnica per gli operatori del mondo dell’audiovisivo, promosso dall’Associazione 100autori e da Anica, per spiegare le ragioni di una posizione nettamente contraria all’articolo 2 della proposta della Commissione europea;
secondo il comunicato congiunto di 100 autori – Anica «se questa proposta venisse adottata un’emittente licenziataria dei diritti di utilizzazione televisiva di un’opera audiovisiva per il territorio di uno Stato membro potrebbe liberamente mettere a disposizione del pubblico tale opera on-line in tutti i paesi dell’UE»;
lo sceneggiatore Stefano Sardo ha dichiarato che «per gli autori italiani che si battono oggi affinché in Italia si avvii una seria riforma sulle quote dei diritti questo Regolamento rappresenta un forte pericolo sia per il diritto d’autore che per tutto il mondo della produzione» –:
con riferimento alla normativa sopra citata, quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere a sostegno dell’intera filiera creativa e culturale, promuovendo e preservando il diritto d’autore;
quali iniziative intenda assumere per garantire il fondamento della creatività, nel contesto della riforma promossa dalla Commissione europea, in particolare sostenendo il principio della territorialità del diritto d’autore. 
(4-18223)

Pubblicato 5 novembre 2017 da Aris Prodani in Articoli 2011

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Overtourism e sviluppo sostenibile – Interrogazione al MIBACT   Leave a comment


Giovedì 26 ottobre 2017, seduta n. 879

PRODANI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
come riportato recentemente da diverse fonti di stampa italiane «il tema del sovraffollamento turistico, e delle diverse soluzioni intraprese dai territori, ha caratterizzato la cronaca estiva»;
secondo l’articolo del 12 ottobre 2017 pubblicato sul sito onlinewww.shoppingviaggi.com «(…), chi è stato a Venezia durante un week-end estivo ha avuto modo di constatare il fenomeno del cosiddetto overtourism, ossia il turismo selvaggio caratterizzato da un numero elevato di visitatori presenti nelle principali piazze delle città d’arte, nelle strutture e nei vari servizi turistici, tale da trasformare la permanenza in un luogo in una esperienza caratterizzata da stress, attesa, scarsa igiene, cattivi odori, caos e conseguenze ambientali arrecanti vera e propria esasperazione in seno ai residenti e difficoltà di gestione sia dal punto di vista pubblico e amministrativo, sia da quello dell’imprenditoria locale»;
l’articolo pubblicato sul sito http://www.officineturistica.com il 13 maggio 2017, ha sottolineato come «l’overtourism rischia di ridurre, se non distruggere il valore del capitale turistico, cioè i siti naturali e culturali alla base dell’attrazione di una località (…)»;
il sito http://www.linkiesta.it, l’8 agosto 2017, ha analizzato la tematica, evidenziando «come i segnali di nervosismo contro gli effetti collaterali del turismo mordi e fuggi siano giunti anche a Roma. La sindaca Virginia Raggi ha evidenziato la possibilità di introdurre dei limiti all’esercizio dei minimarket e fruttivendoli aperti 24 ore su 24 nel centro storico e incentivi per negozi, artigiani e librerie. Le limitazioni d’accesso in determinate aree del centro storico sono state richieste a Firenze e perfino in città balneari, da Capri alle Cinque Terre, da Laigueglia ad Alassio, dove il sindaco, per giorni si è dimostrato intenzionato a mettere un contapersone per l’accesso alla spiaggia libera, assediata da escursionisti rumorosi (…)»;
come evidenziato nell’articolo pubblicato dall’agenzia di stampa Adnkronos il 26 settembre 2017, «il tema dell’overtourism si inserisce nella sfera del confronto sul turismo sostenibile, cui è stata dedicata la Giornata mondiale del Turismo celebrata il 27 settembre scorso»;
in particolare, «Overtourism e la battaglia per lo sviluppo di un turismo sostenibile. Come migliorare la convivenza fra turisti e cittadini con idee e progetti di evoluzione e trasformazione urbana» è stato il tema del convegno svoltosi nella giornata del 12 ottobre a Ttg Incontri 2017, il principale marketplace del turismo B2B (Business to business in Italia);
nel corso dell’evento sono state affrontate alcune tematiche legate alle linee guida del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, orientate a promuovere un turismo sempre più sostenibile, analizzando l’evoluzione dei trend turistici e i problemi del sovra affollamento turistico;
al riguardo, il sito web http://www.Tttgitalia.com ha spiegato che per combattere il problema dell’overtourism il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha delineato «una strategia che miri alla valorizzazione delle nuove mete, come i cosiddetti centri minori, promuovendo esperienze innovative di turismo culturale e, soprattutto, distribuendo meglio i flussi turistici, piuttosto che pensare a soluzioni come chiusure delle città e nuove tassazioni» –:
se il Ministro interrogato intenda spiegare, nello specifico, quali iniziative e secondo quali tempistiche intenda assumere per risolvere la problematica del sovraffollamento nei punti critici delle grandi città d’arte italiane;
quali politiche di sviluppo turistico sostenibile intenda promuovere per la valorizzazione dei centri minori. 
(4-18308)

Pubblicato 5 novembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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