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Contrasto alla pedopornografia in rete e tutela minori – Interrogazione al Ministero dell’Interno   Leave a comment

​PRODANI — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: 

il progressivo espandersi dell’evoluzione tecnologia ha portato alla nascita di nuove fattispecie criminose attuate tramite la rete internet come la pedofilia e la pedopornografia; 

la legge n. 38 del 2006 «Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet» introduce delle modifiche alle disposizioni già contenute nella legge n. 269 del 1998; 

infatti, già la citata legge n. 269 del 3 agosto 1998, aveva introdotto nel codice penale ed in quello di procedura penale importanti novità atte a permettere, alle forze di polizia ed alla magistratura, un contrasto maggiormente incisivo del fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, con particolare riguardo alla cosiddetta pedofilia on-line; 

l’Italia è stata tra i primi Paesi a dotarsi di una specifica normativa in materia aderendo ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo e a quanto sancito dalla dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma, alla luce della considerazione che, così come specificato all’articolo 1 della legge sopra citata, «la tutela dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale, costituisce obiettivo primario perseguito dall’Italia; 

la legge 1o ottobre 2012, n. 172, di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa del 2007 per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale (Convenzione di Lanzarote), detta alcune norme di adeguamento dell’ordinamento interno volte a modificare il codice penale (introducendo i nuovi reati di adescamento di minorenni, anche attraverso internet, e di istigazione e apologia di pratiche di pedofilia e di pedopornografia), il codice di procedura penale e l’ordinamento penitenziario; 

in occasione della giornata contro la pedofilia, il 5 maggio 2017, l’associazione Telefono Azzurro ha presentato il dossier «Abuso sessuale e pedofilia. Storie, contesti e nuove sfide», evidenziando come «la maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengano messi in atto da persone conosciute, perlopiù appartenenti al nucleo familiare. L’aumento delle segnalazioni che riguardano, invece, un responsabile estraneo è in linea con l’elevato numero di casi di abusi perpetuati attraverso Internet (adescamento e pedopornografia), luogo in cui è più probabile che i ragazzi stabiliscano relazioni potenzialmente rischiose con estranei»; 

Antonello Soro, presidente del garante per la protezione dei dati personali, durante l’esposizione della relazione annuale 2016 alla Camera dei deputati, ha evidenziato come «secondo recenti ricerche la pedopornografia in rete sarebbe in crescita vertiginosa, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Fonte involontaria sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli». Ciò avviene per la difficoltà di circoscrivere, sui social network, i potenziali destinatari delle comunicazioni; 

secondo la rubrica Digital Crime di Paolo Galdieri, avvocato e docente di informatica giuridica, pubblicata sul quotidiano online Key4biz, «quotidianamente apprendiamo degli aumenti di fatturato delle organizzazioni criminali che operano nel settore della pedopornografia, dell’enorme numero di minori coinvolti e, quindi, l’apertura di procedimenti penali a carico di soggetti che agiscono da ogni parte del territorio nazionale e oltre confine»; 

Galdieri, analizzando i processi celebrati negli ultimi anni e le condanne inflitte, ha constatato che «con estrema facilità sono puniti i soggetti che fruiscono del materiale e che lo ricedono, o distribuiscono, su piccola scala. A cavarsela sono, invece, proprio coloro che esprimono maggiore pericolosità sociale ovvero coloro che impiegano i minori come beni di consumo, sfruttandoli dal punto di vista sessuale per farne ingenti profitti»; 

«Tale impunità ha ragioni agevolmente individuabili, derivanti dal fatto che molti Paesi si rifiutano di cooperare sul piano giudiziario, non consentendo l’individuazione dei siti da cui parte la distribuzione del materiale. Stesso discorso per quanto attiene il turismo sessuale che, seppur apparentemente perseguito nei Paesi ove ha massima diffusione, viene troppo spesso tollerato dagli stessi, se non addirittura incentivato. Risulta agevole rilevare che un effettivo contrasto a questi fenomeni può avvenire solo attraverso una seria attività diplomatica, che imponga la sottoscrizione di accordi, al momento inesistenti, pena l’interruzione di rapporti anche commerciali» –: 

quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica, sia in ambito nazionale che internazionale, con l’obiettivo comune di proteggere e tutelare bambini e ragazzi dal fenomeno criminale citato in premessa; 

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di prevenire e contrastare in maniera rapida ed efficiente la pedopornografia; 

alla luce dei fatti sopraesposti, se intendano promuovere una chiara attività diplomatica internazionale volta a reprimere la pedopornografia, una delle realtà criminali che ha maggiormente fruito delle innovazioni introdotte dalla «società dell’informazione». (4-17530)

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Dipendenza da ossicodone Prodani chiede più attenzioni – Il Piccolo 11 settembre 2015   Leave a comment

Un’interrogazione per sollecitare da parte del ministro della Salute maggior attenzione sul fenomeno della dipendenza dall’ossicodone, il potente antidolorifico tristemente famoso ormai anche tra i giovanissimi triestini. L’ha presentata il deputato Aris Prodani che, partendo dalla circolare diramata dall’Ordine dei Farmacisti in cui si chiede ai farmacisti di prestare attenzione alle prescrizioni di farmaci contenenti ossicodone, chiede appunto a Roma di affrontare in maniera efficace il problema.

«La circolare – scrive Prodani -, è stata inviata a seguito di una comunicazione inviata dall’Azienda sanitaria ai Medici di medicina generale, con cui richiamano i medici prescrittori ad attenersi alle indicazioni terapeutiche previste dall’Aifa nella redazione delle ricette a base di ossicodone. La comunicazione dell’Ass specifica che “negli ultimi mesi il Dipartimento delle Dipendenze ha rilevato un sensibile aumento di ragazzi under 25 con un grave problema di dipendenza al principio attivo ossicodone. Tale fenomeno ricalca quanto sta succedendo in altre aree urbane italiane e quanto è accaduto negli Usa, dove si sono registrate numerose intossicazioni acute e decessi».

Di qui, secondo il parlamentare triestino, la necessità di alzare la guardia anche a livello ministeriale. «Il ministero – chiede Prodani nell’interrogazione – deve spiegare se è a conoscenza dell’entità del fenomeno (messo in evidenza a Trieste da recenti articoli del Piccolo), e è in possesso di dati e statistiche a relative a livello nazionale. Deve chiarire inoltre se ha posto in essere, anche in accordo con le Regioni e le Aziende sanitarie, azioni per arginare l’uso dell’ossicodone tra i giovani ed, in particolare, attraverso quali forme di prevenzione, e quali iniziative intenda adottare per limitare il fenomeno, utilizzando i sistemi informatici a disposizione dei medici, come ad esempio le ricette dematerializzate già in uso per altre classi di farmaco. Il ministro infine – conclude – deve chiarire se ritiene o meno opportuno valutare l’utilizzo di un ricettario apposito per i farmaci contenenti l’ossicodone»

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/09/11/news/dipendenza-da-ossicodone-prodani-chiede-piu-attenzioni-1.12077780?ref=search