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Contrastare la pedopornografia – Interrogazione al Ministro dell’interno, al Ministro dello sviluppo economico   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’interno, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere – premesso che:

secondo l’articolo del 23 maggio 2017 pubblicato su Il Giornale d’Italia, «la tutela dei minori è un tema sempre attuale, e lo è maggiormente oggi che i social network scandiscono le giornate di tanti giovani. Quello del web è un mondo per molti aspetti insidioso, lo è per le persone deboli e indifese, soprattutto come i bambini e gli adolescenti. L’evoluzione tecnologica ha portato alla nascita di nuove fattispecie criminose come la pedofilia e la pedopornografia»;

la criminologa Abruzzone ha evidenziato come, «negli ultimi cinque anni, siano quadruplicati i casi di violenza sessuale su minori giunti all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria. Due volte su tre, a diventare vittime di questo genere di condotte di abuso, sono proprio le bambine in età prepuberale e preadolescenti. Tra i reati a sfondo sessuale, a registrare l’aumento più drammatico negli ultimi anni, è sicuramente la pornografia minorile. Purtroppo, proprio in tale ambito, l’utilizzo dei social media si è rivelato decisamente favorevole per i molestatori di minori, che così riescono a selezionare e a raggiungere le potenziali vittime senza fatica»;

la legge 6 febbraio 2006, n. 38, ha introdotto delle modifiche alle disposizioni già contenute nella legge n. 269 del 1998, la quale aveva incluso nel codice penale ed in quello di procedura penale importanti novità atte a permettere, alle forze di polizia ed alla magistratura, un contrasto maggiormente incisivo del fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, con particolare riguardo alla cosiddetta pedofilia on-line;

durante il convegno «Child Dignity in the Digital World», il primo congresso globale sulla pedofilia e le violenze online, Papa Francesco, di fronte al dilagare in Internet della pedopornografia, e, nello specifico, in relazione allo sviluppo della Rete, utilizzata, quale strumento per accedere a potenziali vittime minori, ha dichiarato come «occorra guardarsi dalla visione ideologica e mitica della Rete come regno della libertà senza limiti», e ha invitato politici e fedi religiose, multinazionali e forze di polizia, «a lavorare insieme per affrontare il problema della protezione efficace della dignità dei minori nel mondo digitale»;

il sito online http://www.key4biz.it, il 7 novembre 2017, ha ricordato che «per postare su Facebook, Instagram e sugli altri social network le foto dei figli minorenni occorra il consenso di entrambi i genitori. L’ha stabilito il tribunale di Mantova, pronunciando una sentenza a favore di un padre separato che aveva chiesto all’ex compagna la rimozione e la non continua pubblicazione su Facebook delle fotografie dei figli minorenni. Il Tribunale, infatti, ha ritenuto che l’inserimento delle foto dei figli minori sui social network, nonostante l’opposizione di uno dei genitori, è vietato per tre motivi: è una violazione della “tutela dell’immagine” prevista dall’articolo 10 del Codice Civile, che vieta la pubblicazione di foto e immagini senza il consenso dell’avente diritto, è una violazione del Codice della privacy che tutela la riservatezza dei dati personali, è una violazione degli articoli 1 e 16, 1° co. della Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo, secondo cui “nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione” e che “il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”»;

in merito ai rischi correlati alla pubblicazione sui social network delle foto che ritraggono i minori, il quotidiano online ha spiegato che, tali immagini «possono essere salvate e poi utilizzate da malintenzionati, attraverso anche fotomontaggi, come materiale pedopornografico diffuso soprattutto nel Deep web, la parte “nascosta” di Internet, vasta circa 550 volte rispetto al web “visibile”, quello sul quale navighiamo generalmente e caratterizzato dai motori di ricerca, siti d’informazione e social network, per esempio. Invece il Dark web è una “free zone”, utilizzata anche dai pedofili e dai pedocriminali in quasi perfetto anonimato e che le Polizie del mondo faticano a controllare»;

nell’interrogazione n. 4-17530, ancora senza risposta, il primo firmatario del presente atto ha analizzato la tematica e ha richiesto al Governo «quali iniziative intendesse assumere al fine di prevenire e contrastare in maniera rapida ed efficiente la pedopornografia, e se intendesse promuovere una chiara attività diplomatica internazionale volta a reprimere tale crimine» –:

alla luce dei fatti riportati, quali iniziative urgenti ed efficaci il Governo intenda porre in essere, al fine di proteggere e tutelare i bambini e i ragazzi dal fenomeno criminale citato in premessa.
(4-18464)

operzione pedopornografia 20 luglio 2016-2

Link Sito Camera

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Pubblicato 14 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera

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Contrasto alla pedopornografia in rete e tutela minori – Interrogazione al Ministero dell’Interno   Leave a comment

​PRODANI — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: 

il progressivo espandersi dell’evoluzione tecnologia ha portato alla nascita di nuove fattispecie criminose attuate tramite la rete internet come la pedofilia e la pedopornografia; 

la legge n. 38 del 2006 «Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet» introduce delle modifiche alle disposizioni già contenute nella legge n. 269 del 1998; 

infatti, già la citata legge n. 269 del 3 agosto 1998, aveva introdotto nel codice penale ed in quello di procedura penale importanti novità atte a permettere, alle forze di polizia ed alla magistratura, un contrasto maggiormente incisivo del fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori, con particolare riguardo alla cosiddetta pedofilia on-line; 

l’Italia è stata tra i primi Paesi a dotarsi di una specifica normativa in materia aderendo ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo e a quanto sancito dalla dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma, alla luce della considerazione che, così come specificato all’articolo 1 della legge sopra citata, «la tutela dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale, costituisce obiettivo primario perseguito dall’Italia; 

la legge 1o ottobre 2012, n. 172, di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa del 2007 per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale (Convenzione di Lanzarote), detta alcune norme di adeguamento dell’ordinamento interno volte a modificare il codice penale (introducendo i nuovi reati di adescamento di minorenni, anche attraverso internet, e di istigazione e apologia di pratiche di pedofilia e di pedopornografia), il codice di procedura penale e l’ordinamento penitenziario; 

in occasione della giornata contro la pedofilia, il 5 maggio 2017, l’associazione Telefono Azzurro ha presentato il dossier «Abuso sessuale e pedofilia. Storie, contesti e nuove sfide», evidenziando come «la maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengano messi in atto da persone conosciute, perlopiù appartenenti al nucleo familiare. L’aumento delle segnalazioni che riguardano, invece, un responsabile estraneo è in linea con l’elevato numero di casi di abusi perpetuati attraverso Internet (adescamento e pedopornografia), luogo in cui è più probabile che i ragazzi stabiliscano relazioni potenzialmente rischiose con estranei»; 

Antonello Soro, presidente del garante per la protezione dei dati personali, durante l’esposizione della relazione annuale 2016 alla Camera dei deputati, ha evidenziato come «secondo recenti ricerche la pedopornografia in rete sarebbe in crescita vertiginosa, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Fonte involontaria sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli». Ciò avviene per la difficoltà di circoscrivere, sui social network, i potenziali destinatari delle comunicazioni; 

secondo la rubrica Digital Crime di Paolo Galdieri, avvocato e docente di informatica giuridica, pubblicata sul quotidiano online Key4biz, «quotidianamente apprendiamo degli aumenti di fatturato delle organizzazioni criminali che operano nel settore della pedopornografia, dell’enorme numero di minori coinvolti e, quindi, l’apertura di procedimenti penali a carico di soggetti che agiscono da ogni parte del territorio nazionale e oltre confine»; 

Galdieri, analizzando i processi celebrati negli ultimi anni e le condanne inflitte, ha constatato che «con estrema facilità sono puniti i soggetti che fruiscono del materiale e che lo ricedono, o distribuiscono, su piccola scala. A cavarsela sono, invece, proprio coloro che esprimono maggiore pericolosità sociale ovvero coloro che impiegano i minori come beni di consumo, sfruttandoli dal punto di vista sessuale per farne ingenti profitti»; 

«Tale impunità ha ragioni agevolmente individuabili, derivanti dal fatto che molti Paesi si rifiutano di cooperare sul piano giudiziario, non consentendo l’individuazione dei siti da cui parte la distribuzione del materiale. Stesso discorso per quanto attiene il turismo sessuale che, seppur apparentemente perseguito nei Paesi ove ha massima diffusione, viene troppo spesso tollerato dagli stessi, se non addirittura incentivato. Risulta agevole rilevare che un effettivo contrasto a questi fenomeni può avvenire solo attraverso una seria attività diplomatica, che imponga la sottoscrizione di accordi, al momento inesistenti, pena l’interruzione di rapporti anche commerciali» –: 

quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica, sia in ambito nazionale che internazionale, con l’obiettivo comune di proteggere e tutelare bambini e ragazzi dal fenomeno criminale citato in premessa; 

quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di prevenire e contrastare in maniera rapida ed efficiente la pedopornografia; 

alla luce dei fatti sopraesposti, se intendano promuovere una chiara attività diplomatica internazionale volta a reprimere la pedopornografia, una delle realtà criminali che ha maggiormente fruito delle innovazioni introdotte dalla «società dell’informazione». (4-17530)