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Campionato Automobilistico FVG: Parlato, Fusaro e De Vecchi dominano la velocità in salita – TriestePrima 26 marzo 2018   Leave a comment

Che la scuola triestina della velocità in salita continuasse a sfornare piloti di calibro era cosa nota. L ‘ennesima riconferma arriva dalle premiazioni del Campionato Automobilistico Friuli Venezia Giulia, organizzate la scorsa domenica a Corno di Rosazzo. Giunto alla trentacinquesima edizione, il trofeo
premia i licenziati Aci Sport con classifiche specifiche per le singole specialità. La velocità in salita vetture moderne è stata appannaggio dei triestini, con ben quattro piloti nelle prime dieci posizioni, e con una vera e propria occupazione del podio. Sul gradino più alto Paolo Parlato, grazie al secondo posto nel Campionato Italiano Velocità della Montagna e nel TIVM a bordo della sua Type R, seguito da Carmelo Fusaro per la brillante stagione d’ esordio sulla Peugeot 306 S16 nel Trofeo Italiano Velocità della Montagna Nord con la vittoria di classe ed il terzo di gruppo RS e da Marco De Vecchi, secondo nella combattutissima classe N1600 del TIVM Nord. In classifica anche Aberto Agosti, grazie alla terza piazza strappata nella N1600 nell’ anno del ritorno alle competizioni.
Una dominio netto, che ribadisce la tradizione giuliana della velocità, suggellato dalla vittoria assoluta del Campionato Regionale da parte di Enrico Lena, trionfatore per la terza volta con la sua Fulvia HF nell’ Europeo velocità in salita riservato alle vetture storiche. ( AP )

Link: http://www.triesteprima.it/sport/campionato-automobilistico-fvg-parlato-fusaro-e-de-vecchi-dominano-la-velocita-in-salita.html

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Pagina Motori Citysport 19 marzo 2018   Leave a comment

Pubblicato 22 marzo 2018 da Aris Prodani in 2018, Articoli Sport

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Sabato l’ Open Day della 360 MTB – TriestePrima 27 febbraio 2018   Leave a comment

Sabato l’Open Day della 360 MTB

Lezioni gratuite con gli istruttori della Federazione Ciclismo
Si terrà sabato 03 marzo, presso il Trieste City Bike Park Tre Camini di Cattinara, l’annuale l’Open Day  della scuola di mountain bike 360 MTB 4 Kids.  Nell’attesa dell’appuntamento clou, rappresentato dall’ormai tradizionale Enduro 3 Camini di aprile, che quest’anno farà parte dell’evento Gravity Games, la due giorni completamente dedicata alle discipline spettacolari della mountain bike con gare di Easy Downhill, Dual Slalom ed Enduro appunto, l’open day darà la possibilità a bambini e ragazzi di provare le diverse specialità proposte dal sodalizio triestino, con l’assistenza degli Istruttori della Federazione Italiana Ciclismo. Propedeutica a chi desideri intraprendere la strada agonistica, dove downhill ed enduro si stanno facendo largo per la spettacolarità, e dove gli atleti della 360 MTB si stanno distinguendo per gli ottimi risultati conquistati, la scuola di Mountain Bike fornisce le tecniche di guida necessarie a condurre la propria bici in sicurezza, coadiuvando sia i principianti che i più esperti nel ridurre al minimo qualsiasi genere di incidente, anche durante la pedalata domenicale. Per la partecipazione all’Open Day, organizzato in diverse fasce orarie in base all’età dei bambini e dei ragazzi, sarà sufficiente l’iscrizione preventiva attraverso la mail 360mtb@gmail.com ed indicando nome cognome, età e recapito telefonico, oppure telefonando allo 3477370454 e presentarsi negli orari previsti con la propria bicicletta ed il casco. In caso di maltempo l’evento sarà rinviato al sabato successivo. ( AP )

Link TriestePrima

http://www.triesteprima.it/sport/sabato-l-open-day-della-360-mtb-27-febbraio-2018.html

Pubblicato 27 febbraio 2018 da Aris Prodani in 2018, Articoli Sport

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Ferriera di Servola: realizzazione delle opere di copertura dei parchi e di mitigazione degli spolveramenti – Interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

nell’articolo 9, comma 1, dell’accordo di programma sulla Ferriera di Servola siglato il 30 gennaio 2014, viene prevista «la pavimentazione, il confinamento e la copertura delle aree di messa a parco», propedeutica al rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale;

il 21 novembre 2014 è stato firmato l’accordo di programma per l’attuazione del «Progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area della Ferriera di Servola», tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con la regione Friuli Venezia Giulia, e l’Autorità portuale di Trieste;

l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata il 27 gennaio 2016 dalla regione Friuli Venezia Giulia con decreto n. 96 del 2016 a Siderurgica Triestina ha stabilito la presentazione, entro 9 mesi dal rilascio dell’Autorizzazione, del «progetto di confinamento e copertura delle aree a parco, corredato da un cronoprogramma di attuazione dello stesso»;

il 26 maggio 2017 si è tenuta la conferenza servizi per la valutazione del progetto di copertura dei parchi presentato da Siderurgica Triestina il 24 novembre 2016. La conferenza ha stabilito «come la prescrizione Aia relativa alla copertura dei parchi non sia stata adempiuta perché l’elaborato presentato era privo dei requisiti sufficienti per essere definito un progetto»;

il 7 marzo 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha formalmente diffidato Siderurgica Triestina a presentare entro 4 mesi il progetto di confinamento e copertura. La Regione ha disposto che, nelle more della realizzazione del progetto di copertura dei parchi, la società adotti ulteriori misure di mitigazione dello spolveramento utili per il contenimento delle emissioni diffuse;

in relazione ai pericolosi fenomeni di sollevamento delle polveri dei parchi minerali della Ferriera di Servola che hanno interessato vaste aree della città nel mese di giugno e luglio 2017, secondo la regione Friuli Venezia Giulia «appare sempre più urgente la realizzazione della copertura dei parchi stessi, quale unica soluzione in grado di evitare il ripetersi di questi eventi»;

il 18 agosto 2017 si è tenuta la conferenza di servizi, chiamata ad esaminare il nuovo progetto di Acciaieria Arvedi Spa. L’azienda ha chiesto di verificare se il progetto debba essere sottoposto a procedura di screening di valutazione di impatto ambientale. Il servizio valutazioni ambientali ha chiesto al proponente la verifica delle variazioni degli impatti dello stabilimento, determinate dalla realizzazione delle coperture delle aree a parco, attraverso gli elementi della check listministeriale di cui alla nota del 15 gennaio 2015;

il 26 ottobre 2017 si è tenuta la seduta della conferenza di servizi, nella quale è stato valutato il progetto di fattibilità tecnica ed economica sviluppato dal gruppo Arvedi. La conferenza ha stabilito che «il progetto passi al vaglio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. La Regione Friuli Venezia Giulia ha imposto all’azienda la presentazione entro 90 giorni di un piano d’intervento per contenere gli spolveramenti»;

dopo aver valutato il progetto, la conferenza ha considerato «come adempiute le prescrizioni imposte dall’Aia, rimarcando però che i tempi per la progettazione e la realizzazione dell’intervento devono essere ridotti rispetto a quelli previsti dal cronoprogramma dell’azienda siderurgica», dal quale si evince la previsione di ultimazione dei lavori a metà 2022;

il dottor Patussi di Asuits nel corso della conferenza, ha confermato l’importanza della copertura dei parchi. Ha sottolineato come sia importante esaminare diversi aspetti, il primo riguarda i tempi lunghissimi di realizzazione della copertura, e di conseguenza bisogna conoscere in tempi rapidissimi gli ulteriori interventi di mitigazione che dovranno essere predisposti. Un altro aspetto è legato alla necessità di valutare il rischio per la salute dei lavoratori che opereranno all’interno delle strutture di copertura. (…) Un ultimo aspetto è quello del rapporto costi/benefìci che riguarda solo l’ambiente (…);

«La Conferenza ha richiesto che il termine per la consegna degli elaborati del progetto venga fissata in 60 giorni rispetto ai 140 proposti da Arvedi e che quella per gli elaborati esecutivi a 40 giorni contro 130 previsti dall’azienda». Il progetto, «del valore di 38 milioni di euro, prevede la realizzazione di due capannoni alti 40 metri e lunghi circa 280 metri, per progettare i quali e ottenere le autorizzazioni alla costruzione Arvedi stima un periodo di circa 2 anni, che si aggiungono ai 2 anni necessari alla realizzazione dell’opera» –:

se, alla luce dei continui rinvii relativi alla realizzazione della copertura dei parchi, si intendano convocare i soggetti firmatari dell’Accordo di programma ed esaminare la questione nel dettaglio;

se, il Governo nel caso non fosse possibile garantire tempi certi per la realizzazione delle opere di copertura dei parchi e di mitigazione degli spolveramenti, intenda adottare le opportune iniziative di competenza, di concerto con la regione Friuli Venezia Giulia, a tutela della salute di lavoratori e cittadinanza.
(4-18868)

Ferriera_002

Link Sito Camera

Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Ferriera di Servola

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Area del termovalorizzatore di via Errera – Interrogazione al Mattm   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

la conferenza di servizi istruttoria del sito di interesse nazionale di Trieste del 24 luglio 2015, al punto 7-b ha richiesto ad Hestambiente srl: «1) l’applicazione delle previsioni di cui all’articolo 41 ex legge 98/2013 per i materiali di riporto e 2) di procedere alla rimozione/messa in sicurezza permanente per i rifiuti rinvenuti in Sc, Sd e Sh degli stessi, l’adozione per gli stessi di idonei interventi di messa in sicurezza permanente, 3) misure di prevenzione per impedire che dalle fonti di contaminazione attive nel sito si diffondano sostanze inquinanti nelle acque sotterranee e nelle matrici ambientali circostanti ed ha infine chiesto, 4) con particolare riferimento al piezometro Pe a causa di perduranti valori superiori alle CSC per il parametro cloroformio, idonee misure di monitoraggio e prevenzione al fine di eliminare il rischio sanitario per i lavoratori e/o fruitori anche occasionali del sito»;

in seguito alle dichiarazioni dell’azienda a proposito della classificazione quali «rifiuti» dei materiali rinvenuti nei Sc, Sd e Sh e attestata l’impossibilità della loro rimozione, la conferenza di servizi ha ribadito «le necessità che per gli stessi siano adottati idonei interventi di messa in sicurezza permanente»;

nella conferenza di servizi istruttoria dell’11 aprile 2016, Hestambiente srl ha evidenziato solamente gli esiti delle analisi per il parametro cloroformio. Non risulta aver dato, invece, riscontro alle prescrizioni di cui al punto 1) e 2) sopra riportato;

la conferenza di servizi ha preso atto che l’azienda ha risposto solo parzialmente alle richieste della conferenza medesima del 24 luglio 2015 e ha chiesto l’esecuzione del test di cessione sui materiali di riporto; attesa la dichiarata impossibilità di rimozione dei rifiuti rinvenuti in Sc, Sd e Sh degli stessi, l’adozione per gli stessi di idonei interventi di messa in sicurezza permanente; l’aggiornamento dello stato delle acque complessivo in tutti i piezometri del sito alla fine di verificare gli effetti dovuti alla presenza di rifiuti, l’adozione di misure di prevenzione del piezometro Pe alla luce della perdurante superamento delle CSC per il parametro cloroformio;

Hestambiente, nel corso del 2016, ha condotto 4 campagne di verifica sulla qualità delle acque di falda;

con la delibera n. 1338 del 17 luglio 2017 la regione Friuli Venezia Giulia ha approvato la proposta di ridefinizione della perimetrazione del sito di interesse nazionale mediante l’esclusione delle aree prospicienti il canale industriale di Trieste. Tale delibera è stata esaminata dalla conferenza di servizi il 24 agosto 2017. Il comune di Trieste ha espresso parere favorevole alla ridefinizione della perimetrazione del sito di interesse nazionale e all’inclusione delle aree del termovalorizzatore di via Errera all’interno delle aree oggetto di stralcio, così come proposto da Hestambiente srl;

in seguito all’invio della proposta di riperimetrazione, inoltre, la regione Friuli Venezia Giulia ha ricevuto da Hestambiente srl l’istanza di esclusione dal sito di interesse nazionale per l’area del termovalorizzatore di via Errera e per quella ad esso adiacente;

la conferenza di servizi ha comunicato che per «tali aree sono necessari ulteriori approfondimenti istruttori, sebbene da una valutazione preliminare non sembrano rispondenti ai criteri generali adottati per la riperimetrazione e condivisi in sede di conferenza di servizi dal Ministero» ed ha richiesto un approfondimento istruttorio agli uffici della regione per tali aree;

con la successiva delibera regionale n. 1854 del 29 settembre 2017, dove sono state riprese sia la precedente delibera n. 1338 che la conferenza di servizi del 24 agosto 2017, l’area del termovalorizzatore risulta esclusa dalla lista delle particelle che la regione propone di escludere dal sito di interesse nazionale di Trieste;

il 14 novembre, nella risposta all’interrogazione 4-17869, il Governo ha spiegato che «(…) Hestambiente ha trasmesso, l’8 agosto 2017, la relazione sulle attività di monitoraggio svolte nel 2016» e che il «MATTM è in attesa della relazione di validazione dei risultati da parte di ARPA Friuli Venezia Giulia». Il 5 ottobre 2017, la regione Friuli Venezia Giulia ha trasmesso la delibera n. 1854 che modifica la precedente. Il MATTM, in data 6 ottobre 2017, ha richiesto «chiarimenti alla medesima Regione, in merito alle discrasie evidenziatesi tra la relazione tecnica e la cartografia allegate alla citata Delibera» –:

alla luce dei fatti esposti, se intenda chiarire le tempistiche previste, per il piano di messa in sicurezza dell’area riportata in premessa, così come richiesto dalla conferenza di servizi del 24 luglio 2015 e dell’11 aprile 2016;

come intenda intervenire, per quanto di competenza, nel caso Hestambiente srl non ottemperi alle richieste avanzate dalla conferenza di servizi.
(4-18775)

MATTM

Link Sito Camera

Pubblicato 12 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Trieste

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Imposta municipale unica per i beni demaniali marittimi portuali – Interrogazione al Mef e al Mit   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Per sapere – premesso che:

come riportato dal sito http://www.agenziaentrate.gov.it, «la legge istitutiva dell’Imu dispone che, nel caso di concessione su aree demaniali, il soggetto passivo dell’imposta sia il concessionario che è tenuto al pagamento dell’Imu. Il presupposto per l’applicazione dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati. Qualora le strutture portuali siano accatastate in categoria D/8, l’Imu dovrà essere assolta sulla base della rendita catastale attribuita. Se, viceversa, le strutture portuali sono accatastate in categoria E, l’Imu non è dovuta. Gli specchi acquei relativi al porto ed ai singoli posti barca non possono neppure essere censiti catastalmente e non costituiscono né fabbricato, né area fabbricabile, né terreno agricolo»;

la sentenza della Corte di cassazione 15198/2016 ha ribadito che «i posti barca in porti turistici, così come gli stabilimenti balneari, vanno classificati nella categoria catastale D, e precisamente nella categoria D/12, anziché nel gruppo E, e precisamente nella categoria E/9. Inoltre, lo specchio acqueo e il costo di costruzione del posto barca sono oggetto di valutazione, in quanto nel calcolo del valore catastale di un porto turistico vanno ricompresi anche gli specchi d’acqua antistanti al porto e ai singoli posti barca, i quali sono censibili catastalmente in ragione della loro stabile autonomia funzionale e reddituale»;

nel mese di gennaio 2017, come evidenziato da alcune fonti di stampa, i comuni di Duino Arusina e di Trieste hanno inoltrato una comunicazione alle società nautiche che operano sul litorale, chiedendo di «regolarizzare la situazione catastale ai sensi del comma 336 dell’articolo unico della legge 311/2004, provvedendo secondo le modalità di legge alla revisione del classamento delle unità immobiliari urbane secondo le norme in vigore, definite dall’Agenzia delle Entrate»;

secondo l’articolo del 14 maggio 2017 de il Piccolo di Trieste, «dopo la richiesta di accatastamento dei posti barca arrivata alle diverse società nautiche da parte dei Comuni citati, ora, con lo stesso obiettivo procede direttamente l’Agenzia delle entrate. Sulle migliaia di posti barca in Regione, quattromila nella sola provincia di Trieste, grava lo spettro dell’Imu.»;

i fatti sopra citati sono stati esposti nell’atto n. 4-16684 del 23 maggio 2017, ancora senza risposta, con il quale il primo firmatario del presente atto ha chiesto ai Ministri interrogati quali iniziative il Governo «intendesse assumere per chiarire 2017, ancora senza risposta, con la corretta applicazione della normativa in materia di Imu per gli specchi d’acqua destinati a ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio di imbarcazioni e natanti da diporto nelle aree demaniali marittime»;

il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 29 ottobre 2017, ha dichiarato che «gli oltre quattromila diportisti triestini, sui quali pendeva l’incubo del pagamento Imu sul posto barca, possono tirare un grosso sospiro di sollievo. L’Agenzia delle Entrate rinuncia all’applicazione dell’Imu sugli ormeggi. Ad essere equiparati ai beni immobili saranno soltanto le strutture fisse, come i pontili e moli, di proprietà delle società nautiche e non dei singoli diportisti»;

Andrea Humar, assessore comunale con delega alle politiche del mare del comune di Duino Aurisina, ha affermato: «risulta chiaro che la richiesta di accatastamento riguarda soltanto i pontili e non gli specchi d’acqua adibiti all’attracco delle imbarcazioni da diporto. Un chiarimento che noi stessi avevamo chiesto e che abbiamo avuto il piacere di comunicare ai soci delle società nautiche del nostro territorio»;

Fulvio Vecchiet, presidente del Diporto nautico di Sistiana, appresa con soddisfazione la notizia che il testo pervenuto al comune di Duino Aurisina esprime una scelta favorevole alle società nautiche, pone l’accento sulla necessità di individuare il firmatario dell’accatastamento dei pontili: «Non siamo noi i proprietari, perciò tale incombenza non dovrebbe arrivare in capo alle società nautiche. Conosco la situazione di altre società nautiche di Trieste che, già due anni fa, hanno predisposto l’accatastamento dei pontili, ma ancora aspettano di sapere a chi spetta la firma in calce» –:

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Governo intenda chiarire definitivamente l’applicazione della normativa in materia di imposta municipale unica per i beni demaniali marittimi portuali.
(4-18452)

imu

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Pubblicato 10 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, FVG, Nautica, Trieste

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Carenze pianta organica Museo Autonomo Miramare – Interrogazione Mibact   Leave a comment

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

la circolare n. 135 del 2017 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo del 26 giugno 2017, relativa alla mobilità interna del personale, attesta che il Museo autonomo del parco e del castello di Miramare di Trieste, sia sotto organico di 41 figure, a fronte delle 29 attualmente in servizio. Nel dettaglio, risultano assenti «8 addetti alla vigilanza, 10 assistenti tecnici, 1 informatico, 9 amministrativi, 2 ausiliari, 4 architetti, 1 addetto alla promozione, 1 restauratore, 3 storici dell’arte e 2 addetti alle tecnologie». Quanto al personale attualmente in servizio, è composto, oltre che dalla dirigente, «da 26 addetti alla vigilanza, 1 assistente tecnico e 2 figure in utilizzo parziale dal Polo Museale»;
secondo la nota stampa del 4 luglio 2017 della Funzione pubblica, struttura di categoria della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil) del Friuli Venezia Giulia, la neodirettrice del museo storico e del parco del Castello di Miramare Andreina Contessa, «eredita una situazione piuttosto complicata, che rende davvero arduo l’obiettivo del rilancio turistico del Museo storico e del Parco del Castello di Miramare»;
Il Piccolo di Trieste, nell’articolo del 2 luglio 2017 «Trieste, Miramare dimezzato: alla pianta organica mancano 41 pedine», ha riportato la denuncia della Fp Cgil Friuli Venezia Giulia, sottolineando come sia «inutile aspettarsi miracoli dalla direttrice arrivata da Gerusalemme e dall’autonomia concessa dal Ministro del Mibact Dario Franceschini con relativa pianta organica»;
il primo firmatario del presente atto ha riportato i fatti sopraesposti nell’atto n. 5-11789, ancora senza risposta, con il quale ha chiesto al Ministro «quali iniziative intendesse assumere al fine di ovviare alla grave carenza d’organico del Museo storico e del Parco del Castello di Miramare, e secondo quali tempistiche»;
Andreina Contessa, durante la tavola rotonda intitolata «Thinking Miramare», tenutasi a Trieste lo scorso 16 ottobre, dedicata al progetto di restauro e promozione del Parco di Miramare, ha affermato che «questo è il momento di pensare a un grande progetto e che non lo si può fare da soli, ma bisogna rivolgersi, oltre alle istituzioni locali, anche a quelle persone che hanno avuto esperienze simili e conoscono l’argomento»;
secondo quanto riportato da Il Piccolo di Trieste nell’articolo del 17 ottobre 2017, «per iniziare concretamente i lavori e dare un nuovo volto a quella che fu la residenza di Massimiliano d’Asburgo ci vuole però che il Ministero mandi il personale. All’appello, dopo il distacco del sito dal Polo museale ora divenuto autonomo, mancano 46 posti, per iniziare a mettersi all’opera. La stesura del progetto durerà un anno, mentre per i lavori ci vorrà qualche annetto» –:
se intenda chiarire, nello specifico, il numero e le competenze mancanti nella pianta organica del museo storico e del parco del Castello di Miramare, condizione fondamentale per dare avvio ai lavori di valorizzazione delle strutture menzionate, e secondo quali tempistiche si intenda ovviare a tale carenza. (4-18264)