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Sviluppare le infrastrutture digitali nel settore turistico – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

il 29 e 30 novembre 2017 si è tenuta a Firenze la X edizione del Buy Tourism Online (Bto), evento italiano di riferimento sulle connessioni tra turismo, innovazione e tecnologia e o di dibattito che ha coinvolto i maggiori esperti di turismo digitale. Un confronto promosso da regioni italiane e sviluppato assieme alla regione Toscana e a Toscana promozione turistica;

secondo Webitmag.it, «i main focus della fiera, che hanno coinvolto 100 esperti suddivisi in 10 tavoli di lavoro, sono stati il coinvolgimento dei cittadini nella narrazione della destinazione turistica, l’utilizzo dei big data per profilare la domanda e i movimenti dei flussi turistici, la necessità di talenti in grado di trasformare le informazioni presenti in rete in offerte turistiche su misura»;

Alberto Peruzzini, direttore di Toscana promozione turistica, ha sottolineato come «i Big data da soli non bastano, occorre sviluppare le professionalità necessarie per lavorare su un turismo innovativo, uscendo dallo stereotipo e cercando nuove forme di narrazione e narratori»;

Alessio Beltrame, capo segreteria del Sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli, ha dichiarato: «L’incontro è stato anche l’occasione per ripensare al progetto wi-fi Italia che è stato presentato in occasione della prima edizione di Ecosistemi Digitali. Una rete che ha iniziato a crescere, offrendo la possibilità, non solo di migliorare l’esperienza dei cittadini, e dei turisti per accedere al wi-fi, ma anche di raccogliere i dati per analizzare i flussi turistici e poter creare nuovi servizi innovativo»;

secondo Francesco Palumbo, direttore generale del turismo del Ministero dei beni culturali e ambientali e del turismo «Ecosistemi Digitali non è solo un evento ma un momento di lavoro che coinvolge privati e settore pubblico per capire insieme dove lavorare al meglio e dove investire nei prossimi piani attuativi del Piano Strategico di Sviluppo del Turismo»;

nel corso del dibattito, Giovanni Bastianelli, direttore di Enit ha commentato: «Dobbiamo essere concreti e imparare a sfruttare le opportunità del digitale non solo come vetrina ma anche come strumento per vendere le nostre eccellenze turistiche. I turisti stranieri devono avere un rapido accesso alle informazioni e comprare più facilmente i nostri servizi»;

il Sole 24 ore, nell’articolo del 2 dicembre 2017, analizzando il dibattito emerso durante la Bto, ha riportato come «gli assessori al turismo di Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli, coordinati dal Ministero dei Beni culturali e del turismo, hanno firmato un’intesa che punta a un miglior governo dei flussi turistici, condivisione delle buone pratiche, unione delle forze per cercare soluzioni al fenomeno dell’overtourisme»;

nello specifico, «per la gestione dei flussi turistici, le cinque città menzionate stanno lavorando a sistemi di raccolta, monitoraggio e gestione dei dati in tempo reale, in modo da poter informare il viaggiatore sui luoghi più affollati, consigliandone altri. L’intesa prevede anche la sperimentazione di un registro cittadino per le locazioni turistiche, al quale dovrebbero essere iscritti tutti coloro che vogliono lavorare con intermediari e piattaforme online»;

per quanto concerne la gestione dei flussi turistici, il comune di Firenze ha presentato, proprio alla Bto, «Destination Florence, una piattaforma online promossa da Comune e Convention bureau che punta a gestire l’invasione turistica grazie a una tecnologia che monitora le presenze, le modalità di fruizione e gli orari nei luoghi più frequentati, e permette di conoscere provenienza e abitudini dei turisti per indirizzarli»;

Destination Florence «utilizza la piattaforma open source Km4City, sviluppata dall’Università di Firenze, che aggrega dati statistici di regioni e città, come i flussi di veicoli e di persone aggiornati in tempo reale, o i punti di interesse, per permettere l’erogazione di servizi smart» –:

alla luce dei fatti esposti, quali iniziative intenda assumere per sviluppare le infrastrutture digitali nel settore turistico e se intenda definire chiaramente gli obiettivi futuri;

se e quali iniziative, simili al modello fiorentino, il Governo intenda per gestire in tempi celeri il sovraffollamento turistico nelle grandi città d’arte.
(4-18857)

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Pubblicato 20 dicembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo

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Potenziare l’offerta digitale dei servizi turistici – Interrogazione al Mibact e al Mise   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere – premesso che:

dal 12 al 14 ottobre 2017 si è tenuta, presso la Fiera di Rimini, la cinquantaquattresima edizione di TTG Incontri 2017, il principale marketplace del turismo B2B (business to business) in Italia;

durante la seconda giornata, è stato presentato lo studio elaborato dall’Osservatorio innovazione digitale nel turismo della School of management del Politecnico di Milano. Come riportato dall’articolo pubblicato il 14 ottobre 2017 da TTGItalia.com, «la ricerca ha analizzato i comportamenti nel web di chi cerca, sceglie e prenota un viaggio, ma anche di chi si occupa dell’offerta al consumatore, dai grandi player del settore ai piccoli esercenti»;

secondo la relazione, «a fine 2017 il mercato Travel italiano varrà oltre 55 miliardi di euro, con una crescita del 4 per cento rispetto al 2016. La crescita è generata principalmente proprio dalla componente digitale che, con un valore complessivo di quasi 11,2 miliardi di euro, rappresenta oltre un quinto del mercato e fa segnare un aumento del 9 per cento rispetto a dodici mesi fa (quando l’incremento annuale si era fermato all’8 per cento); mentre la componente tradizionale cresce del 3 per cento e raggiungerà quota 43,8 miliardi»;

Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio, ha spiegato che «il mercato dei viaggi in Europa vive un momento di ripresa e cresce grazie, anche, alle nuove opportunità offerte dal digitale agli attori tradizionali, e alla capacità delle Internet Company di espandere il proprio business. In Italia, dove il contesto competitivo è molto più frastagliato, il mercato comunque cresce del 3-4 per cento.
Per gli attori del sistema di offerta è quindi un momento propizio per costruire quelle reti digitali: big data analytics, intelligenza artificiale e realtà aumentata diventeranno sempre più centrali e la velocità con cui si sapranno comprendere e sfruttare questi nuovi fenomeni nei prossimi 3-5 anni stabilirà chi subirà l’innovazione rispetto a chi riuscirà a darsi un ruolo sul mercato»;

la ricerca ha delineato anche l’identikit del turista digitale italiano, mettendo in evidenza che «non esiste più una categoria omogenea di questo utente, piuttosto esistono macro-classi di viaggiatori che utilizzano Internet con intensità e scopi diversi». In merito, esistono i «voraci digitali», pari al 42 per cento che utilizzano prevalentemente internet per le prenotazioni come un marketplace, in cui i molteplici stimoli in logica di cross-buying fanno sì che l’acquisto di un prodotto traini altri. Nello specifico, questi utenti spendono più della media, fanno maggior uso del mobile e prenotano con maggior anticipo; i «selettivi digitali», pari al 58 per cento che invece prenotano last minute e utilizzano la Rete in modo meno intenso, soprattutto per ricerca e condivisione;

per quanto concerne l’offerta del sistema turistico italiano, il comparto nel quale la trasformazione digitale si è maggiormente sviluppata è quello delle «strutture ricettive, che si trovano in questo momento a gestire il passaggio dall’adozione degli strumenti digitali a un governo efficace degli stessi (…). Le strutture che riescono ad avere una percentuale maggiore di prenotazioni dirette sono quelle che puntano su una relazione stabile con il cliente e usano strumenti promozionali come email marketing verso i propri contatti»;

Eleonora Lorenzini, dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano, ha spiegato come «nel mercato italiano, siano diversi i macro-trend trasversali che è importante non trascurare. Si stanno costruendo enormi flussi turistici digitali legati al business travel che vanno intercettati nel breve termine da parte dell’offerta. (…) Le attività in destinazione (come ristorazione, musei, parchi, escursioni) si stanno digitalizzando e la fisicità che comportano può garantire una difendibilità superiore rispetto ai servizi che i grandi player internet internazionali possono offrire con economie di scala impareggiabili». Infine, «alcune aziende esponenti del mondo tradizionale dei viaggi stanno iniziando a collaborare con startup e fornitori di tecnologia, anche se non sempre in modo efficace e con eccessiva rigidità da entrambe le parti. Questo percorso verso smart workingopen innovation e approccio basato sui dati dovrà continuare con costanza, mutuando esperienze che da anni sono state fatte in altri settori per evitare di commettere errori già visti» –:

se il Governo intenda definire chiaramente le strategie future volte a potenziare l’offerta digitale dei servizi turistici;

come si intenda sviluppare e rafforzare l’utilizzo degli strumenti digitali e tecnologicamente avanzati, con l’obiettivo di valorizzare e incrementare l’attività turistica italiana.
(4-18335)

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Pubblicato 6 novembre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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Overtourism e sviluppo sostenibile – Interrogazione al MIBACT   Leave a comment


Giovedì 26 ottobre 2017, seduta n. 879

PRODANI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:
come riportato recentemente da diverse fonti di stampa italiane «il tema del sovraffollamento turistico, e delle diverse soluzioni intraprese dai territori, ha caratterizzato la cronaca estiva»;
secondo l’articolo del 12 ottobre 2017 pubblicato sul sito onlinewww.shoppingviaggi.com «(…), chi è stato a Venezia durante un week-end estivo ha avuto modo di constatare il fenomeno del cosiddetto overtourism, ossia il turismo selvaggio caratterizzato da un numero elevato di visitatori presenti nelle principali piazze delle città d’arte, nelle strutture e nei vari servizi turistici, tale da trasformare la permanenza in un luogo in una esperienza caratterizzata da stress, attesa, scarsa igiene, cattivi odori, caos e conseguenze ambientali arrecanti vera e propria esasperazione in seno ai residenti e difficoltà di gestione sia dal punto di vista pubblico e amministrativo, sia da quello dell’imprenditoria locale»;
l’articolo pubblicato sul sito http://www.officineturistica.com il 13 maggio 2017, ha sottolineato come «l’overtourism rischia di ridurre, se non distruggere il valore del capitale turistico, cioè i siti naturali e culturali alla base dell’attrazione di una località (…)»;
il sito http://www.linkiesta.it, l’8 agosto 2017, ha analizzato la tematica, evidenziando «come i segnali di nervosismo contro gli effetti collaterali del turismo mordi e fuggi siano giunti anche a Roma. La sindaca Virginia Raggi ha evidenziato la possibilità di introdurre dei limiti all’esercizio dei minimarket e fruttivendoli aperti 24 ore su 24 nel centro storico e incentivi per negozi, artigiani e librerie. Le limitazioni d’accesso in determinate aree del centro storico sono state richieste a Firenze e perfino in città balneari, da Capri alle Cinque Terre, da Laigueglia ad Alassio, dove il sindaco, per giorni si è dimostrato intenzionato a mettere un contapersone per l’accesso alla spiaggia libera, assediata da escursionisti rumorosi (…)»;
come evidenziato nell’articolo pubblicato dall’agenzia di stampa Adnkronos il 26 settembre 2017, «il tema dell’overtourism si inserisce nella sfera del confronto sul turismo sostenibile, cui è stata dedicata la Giornata mondiale del Turismo celebrata il 27 settembre scorso»;
in particolare, «Overtourism e la battaglia per lo sviluppo di un turismo sostenibile. Come migliorare la convivenza fra turisti e cittadini con idee e progetti di evoluzione e trasformazione urbana» è stato il tema del convegno svoltosi nella giornata del 12 ottobre a Ttg Incontri 2017, il principale marketplace del turismo B2B (Business to business in Italia);
nel corso dell’evento sono state affrontate alcune tematiche legate alle linee guida del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, orientate a promuovere un turismo sempre più sostenibile, analizzando l’evoluzione dei trend turistici e i problemi del sovra affollamento turistico;
al riguardo, il sito web http://www.Tttgitalia.com ha spiegato che per combattere il problema dell’overtourism il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha delineato «una strategia che miri alla valorizzazione delle nuove mete, come i cosiddetti centri minori, promuovendo esperienze innovative di turismo culturale e, soprattutto, distribuendo meglio i flussi turistici, piuttosto che pensare a soluzioni come chiusure delle città e nuove tassazioni» –:
se il Ministro interrogato intenda spiegare, nello specifico, quali iniziative e secondo quali tempistiche intenda assumere per risolvere la problematica del sovraffollamento nei punti critici delle grandi città d’arte italiane;
quali politiche di sviluppo turistico sostenibile intenda promuovere per la valorizzazione dei centri minori. 
(4-18308)

Pubblicato 5 novembre 2017 da Aris Prodani in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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Guide turistiche: sospendere il rilascio di nuove abilitazioni per lo svolgimento della professione – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Per sapere – premesso che:

la figura delle guide turistiche è fondamentale per la valorizzazione del turismo. Il primo firmatario del presente atto si è interessato al corretto riconoscimento della professione di guida ed ha analizzato la tematica nei seguenti atti di sindacato ispettivo e d’indirizzo: n. 8-00052, n. 7-00116, n. 5-01674, n. 4-15315, n. 5-03992 e ordine del giorno n. 9/02426-A/80;

nell’interrogazione n. 4-16388 ha riportato la sentenza n. 2831/2017 del 24 febbraio 2017, con la quale il Tar del Lazio ha annullato i due decreti ministeriali, rispettivamente del 7 aprile 2015, riguardante l’Individuazione dei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per lo svolgimento della professione di guida turistica, e dell’11 dicembre 2015, che subordina l’esercizio della professione di guida, in determinati siti al possesso di una specifica abilitazione. Nella stessa giornata il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha annunciato il deposito dell’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistiche specialistiche. Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2017, ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Ministero. Con l’interrogazione menzionata il primo firmatario del presente atto ha chiesto al Ministro se intendesse assumere «iniziative per avviare una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica»;

nell’interrogazione n. 4-17623 è stata richiamata la sentenza 3859/2017 del Consiglio di Stato che ha confermato definitivamente l’annullamento dei decreti ministeriali sopracitati;

come riportato da diverse fonti di stampa, alcune regioni italiane rilasciano l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica che, pur basandosi su di un esame riguardante argomenti di carattere provinciale o regionale, permettono di operare su tutto il territorio nazionale;

l’Associazione nazionale guide turistiche (ANGT), nella nota stampa del 5 ottobre 2017, ha espresso «la ferma contrarietà al comportamento delle Regioni, che continuano a bandire sessioni di esame, ad autorizzare corsi di formazione e a rilasciare impropriamente abilitazioni nazionali all’esercizio dell’attività di guida turistica. Infatti, numerosi corsi di formazione e i relativi esami per l’abilitazione all’esercizio della professione sono stati portati a compimento e continuano regolarmente in regioni come la Toscana, l’Emilia Romagna, la Sardegna, la Sicilia e la Puglia»;

la presidente di Angt Adina Persano ha evidenziato come «la materia appartenga al legislatore statale (…). Fino a quando lo Stato centrale non detterà una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le modalità di accertamento degli stessi per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica, le Regioni non possono ritenersi legittimate a rilasciare nuove ed ulteriori abilitazioni»;

infine Persano ha segnalato che «in alcune parti del territorio nazionale in cui sono state sospese correttamente ulteriori sessioni degli esami di abilitazione, al pari dei corsi di formazione abilitanti, aumentano casi in cui amministrazioni regionali e locali competenti continuano a svolgere gli esami per il rilascio di nuove abilitazioni, consentendo l’attivazione da parte di agenzie formative private dei relativi corsi abilitanti. In molti casi, ai candidati, al fine di incentivarne la partecipazione alle prove di esame e ai corsi abilitanti, viene comunicato che per quanto le abilitazioni verranno loro rilasciate, previo svolgimento di esami basati su conoscenze riferite agli ambiti provinciali o regionali, le stesse comunque consentiranno di svolgere da subito la professione in ambito nazionale (…)»;

l’Angt ha invitato e diffidato, quindi le regioni «a voler sospendere ogni ulteriore proposta di corsi ed esami ancor più alla luce delle recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato». E ha ribadito come «tali comportamenti (…) costituiscano una palese violazione del quadro normativo vigente inerente una, professione regolamentata come quella di guida turistica» –:

alla luce dei fatti esposti in premessa, quali iniziative intenda assumere, il Ministro interrogato al fine di delineare una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le relative modalità di accertamento in ordine ai corsi di formazione per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica;

quali iniziative intenda intraprendere ai fini del riesame della disciplina della professione di guida turistica;

se e secondo quali modalità intenda intervenire, in accordo con le regioni, per sospendere il rilascio di nuove abilitazioni per la professione di guida turistica.
(4-18166)

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Pubblicato 16 ottobre 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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Omogeneità e razionalità delle ZTL per il trasporto pubblico non di linea -Interrogazione al Mibact   Leave a comment

​Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17161

presentato da

PRODANI Aris

 — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: 

il codice della strada, decreto legislativo n. 285 del 1992 e successive modificazioni, prevede e all’articolo 7 sulla regolamentazione della circolazione nei centri abitati, l’istituzione delle zone a traffico limitato (Ztl, comma 9); Ie Ztl sono autorizzate dai comuni, con deliberazione della giunta, o in caso di urgenza da un’ordinanza del sindaco, e l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore in queste aree può essere subordinato al pagamento di una somma; 

l’introduzione dei ticket turistici in molte città d’arte italiane, come riportato dal sito online di Federmobilità, «si presenta come soluzione ai problemi relativi sia alla congestione del traffico e sia ambientali. In realtà, sembra avere più la finalità di procurare ai Comuni entrate extra, non correlate in termini di migliore accoglienza nei confronti dei turisti che giungono con gli autobus, a partire dalla messa a disposizione di apposite strutture o dalla fornitura di materiale informativo»; 

inoltre, gli onerosi ticket turistici influiscono sui viaggiatori «sia nella scelta della destinazione che sulla preferenza del mezzo utilizzato per raggiungerla con riflessi immediati e pesanti, non solo sulle aziende di noleggio autobus con conducente ma su tutta la filiera turistica, visto che il costo del biglietto ricade sull’utente finale. In ultimo, questo comporta un costante e crescente calo nella scelta della destinazione Italia, in considerazione del fatto che l’autobus svolge una funzione fondamentale sull’intera filiera turistica, con riflessi immediati e pesanti, non solo sulle aziende di noleggio autobus con conducente, ma sull’economia del Paese. L’andamento della mobilità turistica ha, infatti, sensibili ricadute su altri settori, quali l’industria alberghiera, la ristorazione, le attività culturali, il pellegrinaggio religioso, insomma sull’intera filiera turistica che incide sul PIL nazionale in misura del 12,5 per cento»; 

secondo Federmobilità «le imprese di noleggio che fanno parte integrante della filiera del turismo, hanno forti legami con le agenzie di viaggio, e per questo motivo potrebbero svolgere un ruolo importante nella promozione del turismo, soprattutto nei comuni virtuosi e nelle città d’arte, contribuendo alle esigenze di programmazione dei flussi turistici, di contrasto del turismo “mordi e fuggi”, di pubblicizzazione di eventi ed iniziative commerciali»; 

negli ultimi anni, come ripetutamente denunciato dalle associazioni di categoria e come illustrato dal primo firmatario del presente atto nelle interrogazioni n. 4-14551 e n. 5-10107, ancora senza risposta, «le delibere comunali sui ticket bus contrastano con le norme fondamentali dell’ordinamento comunitario, violando il principio di proporzionalità ed ostacolando la libera prestazione di servizi ed il corretto funzionamento del mercato interno. (…) Le abnormi ed illegittime imposizioni tariffarie imposte agli autobus da numerosi comuni italiani sono dettate da esigenze di cassa dei comuni, che nulla hanno a che vedere con gli obiettivi di miglioramento della mobilità urbana, della decongestione del traffico e o della tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico e che appaiono distorsive della concorrenza modale»; 

a giudizio degli interroganti; inoltre, le tasse di ingresso nelle Ztl rappresentano, per i turisti che utilizzano i veicoli pubblici non di linea, un ulteriore aggravio alle già ampiamente diffuse tasse di soggiorno, e la loro disomogeneità può costituire un grave ostacolo e un freno al turismo nazionale e internazionale –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, quali iniziative i Ministri interrogati intendano assumere per quanto concerne lo sviluppo della mobilità turistica; 

se intendano, nel rispetto delle autonomie locali, assumere le iniziative di competenza per garantire per il servizio pubblico non di linea una disciplina omogenea e razionale delle zone a traffico limitato nei centri urbani, tale da incentivare il turismo nazionale e internazionale. (4-17161)

Aggiornamenti e contenuti portale Italia.it – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta 4-16979

presentato da

PRODANI Aris

— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 

l’ENIT, Agenzia nazionale del turismo, è l’ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, a cui è affidata la missione istituzionale di promozione dell’offerta turistica nazionale;

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 maggio 2015, registrato alla Corte dei conti il 29 maggio 2015 e adottato con delibera commissariale n. 6 del 2015, è stato approvato Io statuto di Enit; 

l’articolo 2, nel ridefinire le competenze di Enit, al comma 1, lettera f), recita: «svolgere le attività attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti con particolare utilizzazione di mezzi digitali, piattaforme tecnologiche e rete internet attraverso la gestione del portale “Italia.it”, nonché di ogni altro strumento di comunicazione ritenuto opportuno»; 

a giudizio degli interroganti, nel caso di Enit, la comunicazione puntuale dovrebbe risultare una fondamentale priorità ed il sito online, rappresentando il front office in versione digitale, dovrebbe contenere in maniera minuziosa le informazioni che l’Agenzia è obbligata ad inserire nelle proprie pagine web; 

per tale ragione, è fondamentale disporre un costante aggiornamento dei contenuti, che devono essere di facile consultazione, completi e attendibili. Risulta opportuno aggiornare a cadenze programmate il sito per verificare che i contenuti siano sempre attuali, soprattutto per quanto concerne la pubblicazione di dati statistici, bandi di gara, e ogni attività riguardante l’Istituto; 

il blog tuttosbagliatotuttodarifare, nell’articolo del 5 giugno 2017, ha analizzato il sito online di Enit e Italia.it, evidenziando alcune criticità. In particolare, ha sottolineato nella sezione specifica delle «news» la mancanza di traduzione in altre lingue all’infuori dell’italiano, infatti, «le ultime notizie pubblicate in altre lingue risalgono a Febbraio 2017. Nella versione cinese poi c’è sempre l’immancabile link in home-page a Expo 2015, di ben due anni fa»; 

inoltre, secondo quanto riportato dal blog nella parte «bandi di gara in corso» non compare alcuna pubblicazione di nuovi avvisi; 

nel sito internet Italia.it, per quanto concerne la sezione «Scopri l’Italia», a titolo esemplificativo, nella parte dedicata alla regione Liguria compare una foto rappresentante la Baia del Silenzio di Sestri Levante «che in realtà conduce alla scheda descrittivo-didascalica della città di Genova. Mentre la baia è citata solo a fine scheda»; 

l’Osservatorio nazionale del turismo (ONT), istituito con decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 6 aprile 2006, successivamente regolamentato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2007, è stato affidato all’ENIT con il decreto-legge «Art Bonus». L’Osservatorio nazionale del turismo ha compiti di studio, analisi e monitoraggio delle dinamiche economico-sociali e tecnologiche, qualitative e quantitative d’interesse turistico. Gli obiettivi fondamentali consistono nel: dare una visione sistemica della ricerca esistente sul turismo unificando le fonti e i dati; divulgare in tempo reale informazioni e dati scientificamente accreditati su trend e fenomeni turistici; fornire indicazioni previsionali e strategiche utili per le strategie di promozione del sistema Paese e per la comunicazione, promozione e commercializzazione dell’offerta turistica; 

per quanto riguarda la pagina online dedicata all’Ont, le ricerche monografiche, periodiche, i trend, la sezione inerente i documenti ufficiali di studio e ricerca sul turismo delle regioni italiane, la parte che raccoglie tutti i documenti di carattere strategico e di pianificazione realizzati ai diversi livelli territoriali, nazionali e internazionali, relativi alle politiche di sviluppo turistico, risultano poco aggiornati. Il capitolo ideato per gli «eventi» non presenta alcuna informazione. I dati ufficiali provenienti da Banca d’Italia, sui movimenti turistici alle frontiere, dei viaggiatori italiani all’estero e di quelli stranieri in Italia, a partire dal 2004, sono «fermi al 2014» –: 

alla luce dei fatti esposti in premessa, se il Ministro interrogato intenda chiarire le ragioni dell’esiguo aggiornamento del portale online dedicato all’Osservatorio nazionale del turismo; 

se e quali iniziative, di concerto con Enit, intenda assumere, per garantire un aggiornamento del portale regolare e sistematico, caratterizzato da tempistiche costanti e da contenuti online completi, fondamentali per informare i cittadini di tutte le attività che caratterizzano l’Agenzia nazionale del turismo. (4-16979)

Procedura di selezione internazionale per i direttori dei 20 principali musei italiani – Interrogazione al Mibact   Leave a comment

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 

Per sapere – premesso che:
il sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nella nota stampa del 18 agosto 2015, ha riportato la conclusione della procedura di selezione internazionale per i direttori dei 20 principali musei italiani, avviata l’8 gennaio 2015;
il Ministro, nell’occasione, ha dichiarato che «con queste nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni. (…) Un passo storico per l’Italia e i suoi musei che colma anni di ritardi, che completa il percorso di riforma del ministero e che pone le basi per una modernizzazione del sistema museale»;
inoltre, ha sottolineato come la commissione, composta da membri individuati tra esperti di chiara fama nel settore del patrimonio culturale, «ha fatto un grande lavoro ed ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore. I nuovi direttori sono italiani, stranieri e italiani che tornano nel nostro Paese dopo esperienze di direzione all’estero»;
il Tar del Lazio, con le sentenze 6170/2017 e 6171/2017; pubblicate il 24 maggio 2017, ha dichiarato illegittimi gli incarichi di direttore dei musei conferiti dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
come riportato nell’articolo del 25 maggio 2017 dal quotidiano Il Sole 24 Ore, «secondo i giudici della sezione seconda-quater del Tar, le procedure di selezione sono state viziate in più punti, ciò è stato evidenziato nella disamina dei due ricorsi, parzialmente accolti dai giudici amministrativi, uno presentato da una candidata alla direzione di Palazzo Ducale e della Galleria Estense di Modena e l’altro di un candidato al ruolo di direttore di Paestum e dei musei archeologici di Taranto, Napoli e Reggio Calabria. Si poteva, infatti, concorrere per più posizioni»;
nello specifico, nella sentenza n. 6171/2017, i magistrati hanno segnalato gli errori commessi nei criteri di valutazione dei candidati ammessi, dopo la selezione dei titoli, al colloquio, dal quale è scaturita, «per ciascun museo, una terna sulla base della quale il Ministro e il Direttore Generale dei musei hanno poi scelto il direttore. Tali criteri dalla natura “magmatica” secondo i giudici non consentono di comprendere il reale punteggio attribuito a ciascun candidato»;
inoltre, secondo la sentenza «nel verbale delle operazioni di concorso nulla si dice sullo svolgimento della prova in forma pubblica; anzi se ne dovrebbe dedurre il contrario, visto che alcuni candidati sono stati ammessi a sostenere la prova “da remoto”, attraverso l’uso della modalità comunicativa skype in quanto residenti in Australia e negli Stati Uniti, senza che sia stato verbalizzato nulla circa la presenza di uditori estranei ai membri della commissione durante lo svolgimento del colloquio medesimo»;
infine, il bando «non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani, perché nessuna norma derogatoria consente al Ministero di reclutare dirigenti pubblici residenti all’estero». Le selezioni dei cinque musei interessate sono annullate con «inevitabiletravolgimento di riflesso degli atti di nomina degli attuali direttori»;
secondo le dichiarazioni del Ministro interrogato, pubblicate sul Fatto Quotidiano il 25 maggio 2017, «la selezione internazionale pubblicata sull’Economist per i direttori dei musei è stata originata da una norma di legge dell’Art bonus che ha individuato appositamente una procedura particolare». Da punto di vista dei ricorrenti, la partecipazione al concorso di candidati stranieri contraddice la norma di cui al decreto legislativo 165 del 2001 la quale riporta che «i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale»;
il Ministro ha spiegato che «i cinque direttori la cui nomina è stata bloccata saranno sostituiti ad interim», aggiungendo che la «sentenza è stata già pubblicata e quindi i musei sono già di fatto senza direttori. Queste persone avevano lasciato tutto per ricoprire questi ruoli e la riforma stava già attuando un grande cambiamento, ma da oggi è bloccata» –:
se, alla luce dei ricorsi menzionati, i bandi pubblicati siano conformi alla normativa di cui al decreto legislativo 165 del 2001 e quali orientamenti intenda esprimere in merito;
se intenda assumere iniziative per chiarire le responsabilità collegate al procedimento di selezione dei direttori;
alla luce delle sentenza riportata in premessa, come intenda il Ministro interrogato affrontare detta situazione e quali iniziative concrete intenda assumere per evitare il ripetersi di vicende simili.
(4-16874)

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Pubblicato 7 giugno 2017 da vari86 in 2017, Documenti Camera, Turismo, X Commissione

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